Home > Rubriche > Eventi > Festival di Sanremo 2020: la quarta serata

Festival di Sanremo 2020: la quarta serata

Correlati

È andata in archivio anche la quarta nonchè penultima serata della Settantesima edizione del Festival della canzone italiana, in scena presso il Teatro Ariston di Sanremo. Una puntata lunghissima, quasi da guinnes world record (pare che negli anni 80′ si arrivò addirittura alle quattro del mattino), che ha visto trionfare Leo Gassman nella categoria nuove proposte ed esibirsi 23 big, perché Morgan e Bugo hanno interrotto la loro esibizione.

Sanremo 2020: in & out delle 4 nuove proposte in gara

IN

Leo Gassman, Vai bene così VOTO 7

Al netto di tutti gli errori tecnici dovuti all’emozione, nonostante il cognome ingombrante Leo Gassmann piano piano si sta costruendo un percorso lento con umiltà step by step. Vince lui, sicuramente non era la canzone migliore, ma neanche la più brutta. Però funziona; è l’inizio di una carriera gloriosa?

FASMA, Via da me VOTO 8

Una spanna sopra gli altri colleghi, e anche sopra alcuni big. Pezzo con un tiro pazzesco, potente, funziona. Cavalca a fatica l’emozione, la sua esclusione dalla finalissima grida vendetta.

OUT

Marco Sentieri, Billy blu VOTO 5 e mezzo

Un plauso per il tema, buona performance ma il testo è retorico e didascalico. Non convince

Tecla, 8 marzo VOTO 4

Nulla contro questa giovanissima artista. Ma far cantare a una figlia della generazione Z un brano di inizio anni 90, anche no.

Sanremo 2020: in & out delle 24 canzoni in gara

IN

Rancore, Eden VOTO 9

È il suo il brano più complesso e ricercato del lotto; un fiume di parole apparentemente inaccessibili che si apre in un refrain incalzante e accattivante. Potentissimo, da ascoltare e studiare.

Francesco Gabbani, Viceversa VOTO 7

Il suo brano cresce ad ogni ascolto. Il ritornello è fortissimo, la giuria demoscopica è pazza di lui. Sarà una spina nel fianco per tutti i concorrenti. Arriverà molto in alto.

Raphael Gualazzi, Carioca VOTO 9 E MEZZO

La canzone perfetta. Qui l’artista confeziona un brano pop orecchiabilissimo mantenendo saldo il suo background, sposando l’urban e dunque schiacciando l’occhio al jazz made in uk, inserendo una sezione brass non rinunciando all’improvvisazione pianistica. Un gioiellino.

ANASTASIO, Rosso di rabbia VOTO 7

È stato sfortunato questa edizione l’ex vincitore di X Factor; misurarsi con un mostro sacro come Rancore non è semplice. Il brano comunque gira bene nonostante un ritornello non all’altezza delle strofe. Oggi particolarmente bene.

Elodie, Andromeda VOTO 8

Una struttura complessa per l’episodio più contemporaneo di tutte le edizioni del Festival. Registrato dal disco suona decisamente meglio, l’orchestra non rende particolarmente giustizia. Al di là di tutto tanta roba, in particolar modo nella performance odierna. Elodie potrebbe diventare la nostra Dua Lipa. Riuscirà a sciogliersi ancora di più?

Diodato, Fai rumore VOTO 7 e Mezzo

Inutile nasconderlo. Diodato sta giocando all’attacco calcolando bene tutto, compreso il duetto studiatissimo con Nina Zilli nella serata cover. “Fai rumore” ha il ritornello più aperto, quello che unisce snob e populisti, adulti e ragazzi, caratteristiche che solitamente portano solo una cosa: la vittoria. Ops l’abbiamo gufata.

Irene Grandi, Finalmente Io VOTO 7 E MEZZO

Quando il brano suona meglio dal vivo che nel disco significa che l’interprete è una fuoriclasse. Il giusto ritorno per una rocker in forma finalmente alla ribalta.

Achille Lauro, Me ne frego VOTO 9

Dopo la citazione a Giotto e a David Bowie, questa sera Lauro ha performato nei panni della Marchesa Luisa Casati Stampa. La canzone passa in secondo piano, ma le performance le ricorderemo a lungo, forse per sempre. E la battaglia gender fluid che sta combattendo, per quanto a molti possa sembrare stucchevole, è importante e necessaria.

Piero Pelù, Gigante VOTO 6

Come sopra parliamo di un fuoriclasse assoluto, totalmente a suo agio. Il pezzo decolla ed è una dedica rock al nipotino, il piccolo Diablo. Forse avremmo preferito qualcosa di più conturbante, ma in tempi di vacche magre c’è chi si accontenta.

Tosca, Ho amato tutto VOTO 8 E MEZZO

Nulla di particolarmente nuovo o originale quello proposto da Tosca. Magari  “Ho amato tutto” non la risentiremo nelle nostre playlist. Ma la resa sul palco resta uno dei momenti più emozionanti di tutta la Kermesse.

Michele Zarrillo, Nell’estasi o nel fango VOTO  7

Performance di mestiere per Zarrillo, appassionante e appassionato, non sbaglia mai.

Le Vibrazioni, Dov’è VOTO  7

Particolarmente ispirata questa sera la band, in possesso di un pezzo che mira alla top 5. Le radio non trasmettono altro, il video è ancora in tendenze su YouTube. Andranno lontano.

Levante, Tikibombom VOTO 7 e mezzo

Un nuovo inno generazionale, una “Piccoli già grandi” 2.0″ riveduta e corretta che rivendica il sacrosanto diritto di essere diversi, e gridarlo con orgoglio. Un brano prezioso che farà sentire meno sole tante persone. La strofa è magistrale, meno potente il ritornello. Ma va bene così.

Bugo e Morgan, Sincero SENZA VOTO

l’ex cantante dei Bluvertigo, non si sa quanto volontariamente, sta facendo arrabbiare e impazzire un po’ tutti qui in rivera, compreso il collega Bugo che, dopo 30 secondi dall’inizio della performance, abbandona il palco dopo aver ascoltato degli insulti di Morgan in versi.  Non ci abbiamo capito nulla, ma è stato un momento epico che racconteremo ai nostri figli. Eliminati d’ufficio dopo il forfait.

Rita Pavone, Niente (Resilienza 74) VOTO 7 E MEZZO

Una canzone scritta dal figlio resa gigante da una rocker di 74 anni. Ennesima, meritata, ovazione. Rita Patrimonio dell’Unesco, ora.

Marco Masini, Il confronto VOTO 8

Quando un artista riesce a guardarsi dentro e a far emergere tutti i suoi dubbi, tormenti, frustrazioni, è sempre una bellissima notizia. Perché è questo che fanno gli artisti e questo è il vero senso dell’arte.

OUT

Paolo Jannacci, Voglio parlarti adesso VOTO 5 E MEZZO

Non si può non volere bene a Paolo Jannacci, il pezzo però continua ad essere uno dei più in ombra tra i 24. Non decolla.

Giordana Angi, Come mia madre VOTO 4

Performance in pieno stile “Amici”, annega nella retorica e nelle forzature interpretative. Eppure prima non era così.

Riki, Lo sappiamo entrambi VOTO 5

La canzone non sarebbe neanche terribile, perfetta per il pubblico del teen idol. La resa vocale tuttavia è davvero disastrosa. Crescerà in finale? No.

Junior Cally, No grazie VOTO 5

Doveva essere il personaggio più controverso di tutto il Festival. Non è stato così, “No grazie” ha un difetto enorme. è una canzone innocua nonostante gli sterili riferimenti all’attualità. Il sound simile a quello di Salmo non aiuta. Boh.

Alberto Urso, Il sole ad Est VOTO 3

Non è una questione di gusti. ben venga la lirica pop se cantata bene. Non è questo il caso.

Enrico Nigiotti, Baciami adesso VOTO 5

Fa il suo Nigiotti, con un brano che non è da una parte nè dall’altra. Può piacere, ma alla seconda volta consecutiva al Festival ci si aspettava qualcosa di più.

Elettra Lamborghini, Musica (e il resto scompare) VOTO 4

Non siamo iporcriti. Tutti stiamo cantando il motivetto del brano in loop da giorni. La questione è un’altra. Vuoi sfondare nel mondo del pop? Benissimo. Bisogna saper cantare e stare sul palco, è possibile avere anche solo uno dei due requisiti. Elettra al momento è sprovvista di entrambi. Ed è un guaio in palcoscenici come questo.

Sanremo 2020: in & out degli ospiti della quarta serata

IN

Dua Lipa VOTO 9

Una presenza scenica a dir poco incredibile, le bastano solo tre minuti per dare una lezione di stile e di carisma a tutte le concorrenti. Capito Elettra Lamborghini? Tuttavia Amadeus sembra non curarsi di chi ha davanti e la liquida come se fosse un portabuste qualsiasi senza neanche porle una domanda. Solo in Italia.

Ghali VOTO 10+

Semplicemente, la performance più significativa degli ultimi vent’anni. Vedere un ragazzo all’apice del successo invitato al Festival dopo una gavetta partita dall’abisso è una boccata d’ossigeno puro. Messa in scena curata nei minimi dettagli, finalmente alla pari con altri show europei e mondiali. Ghali propone un medley e il nuovo singolo “Good times”. Un italiano di seconda generazione sul palco dell’Ariston, da super ospite, canta: “Quando mi dicono a casa, rispondo sono già qua”. Un messaggio potentissimo. Era ora.

Gianna Nannini SENZA VOTO

La Gianna Nazionale, a parte portare con se l’ottimo Coez, propone un medley che abbiamo già ascoltato un’infinità di volte. La amiamo lo stesso.

Sanremo 2020: i momenti in & out della quarta serata

IN 

Fiorello mattatore assoluto della serata: si veste da coniglio per rispettare la promessa sugli ascolti, diverte il pubblico improvvisando vari discorsi come i tipi di minzione per over 50, fa pace con Tiziano Ferro. Sanremo 2020 è lui, ma Amadeus è una spalla indispensabile.

L’incredibile uscita di Bugo dopo aver ascoltato gli insulti di Morgan. In realtà è una cosa grave che meriterebbe un approfondimento più adeguato. Ma alle due di notte ci ha svegliato e divertito, soprattutto per la gestione di Fiorello.

OUT

Francesca Novello che fa e dice cose. Non era necessario.

Domani, o meglio tra poco (vista l’ora) andrà in scena la finalissima che, considerati i tempi, finirà più o meno in contemporanea all’Angelus di Papa Francesco delle 12:00.

Scroll To Top