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Festival di Sanremo 2014: la quarta serata e le premiazioni dei Giovani

È Marco Mengoni ad aprire la quarta, e penultima, serata del Festival di Sanremo 2014. Il vincitore della 63° edizione si esibisce in un brano di Sergio Endrigo, “Io Che Amo Solo Te”. Questa sera il Festival renderà omaggio ai grandi cantautori della musica italiana del passato e la serata si tingerà di interessanti duetti.

Fazio, da solo sul palco, richiama l’attenzione di Lucianina intenta nel farsi un aperitivo con “un’amica” (non ancora inquadrata dalla telecamera), ma presto veniamo a conoscenza che, in realtà, si tratta di un “amico”. Questo indossa un casco nero, una sorta di Daft Punk dei noantri insomma. Ma presto il mistero viene svelato: è il maestro Vessicchio, il suo “fidanzato”.

Si parte con la prima esibizione Big che vede i Perturbazione sulle note de “La Donna Cannone” del grande Francesco De Gregori. La band duetta con Violante Placido, che indossa un elegantissimo abito in pizzo nero.

Sale sul palco Francesco Sarcina che canta “Un Diavolo In Me” di Zucchero. Per la felicità delle sue fan, alla batteria troviamo Riccardo Scamarcio, indiavolato ed entusiasta durante l’esecuzione, col fiatone manco avesse corso una maratona dopo. Il terzo cantante in gara è Frankie Hi-Nrg Mc che con Fiorella Mannoia canta Paolo Conte, “Boogie”. Nonostante siano una coppia improbabile il binomio sembra funzionare.

Sta per arrivare Noemi, ma intanto Fazio invita il regista Paolo Virzi, presidente della Giuria di qualità del Festival a presentare anche gli altri membri che daranno un voto alle performance dei Big, insieme al televoto.

Noemi deve aver deciso di restare nella memoria degli spettatori della kermesse sanremese per il suo look e anche in questa serata ci meraviglia con un vestito giallo canarino e una lunga coda attaccata ai capelli che non fa che confermare lo stile un po’ trasgressive della cantante. Il brano con cui si esibisce è di Ivano Fossati, “La Costruzione Di Un Amore”. Noemi ha fatto del suo meglio, ma il risultato non è molto soddisfacente.

Subito dopo la sua esibizione, però, arriva una triste notizia annunciata da Fazio: la morte di Francesco Di Giacomo, leader della storica prog rock band italiana deceduto nel pomeriggio in un incidente stradale. Il pubblico dell’Ariston si alza in piedi, applaudendo in suo ricordo. Forse chiedere anche un minuto di silenzio era troppo?

The show must go on e infatti Francesco Renga insieme a Kekko dei Modà si esibisce in un pezzo di Edoardo Bennato, “Un Giorno Credi”, anche se sembra provato per la perdita di Francesco Di Giacomo. Ma l’accoppiata non è vincente, forse perché tra i due non sembra esserci molto feeling musicale.

Fazio annuncia che questa sera accadranno delle cose molto speciali e che presto toccherà ai Giovani salire sul palco. Insomma, una notizia rincuorante: almeno questa volta non dovremmo attendere l’alba per sentire cantare le Nuove Proposte.

A seguire, Ron con “Cara” di Dalla. Ma l’emotività è il pezzo forte su cui punta Sanremo questa sera e, prima di iniziare, il cantante omaggia in un breve aneddoto il cantautore scomparso: “Lucio era un grande riferimento per me e io spero di esserlo stato per lui. Quando scrivevo le canzoni di notte, e avevo l’urgenza di farle sentire, io chiamavo lui e lui mi diceva “bello”. Quando mi chiamava lui, invece, lui suonava dal vivo e io sentivo solo la voce al telefono, non il pianoforte. Questo mi manca di Lucio“.

Torna Arisa con i Whomadewho e ci regala una performance ricca di vitalità, “Cuccurucucu” di Franco Battiato. Anche questa sera ha deluso le aspettative di chi sperava, ancora una volta, di poter ammirare il suo decolté, messo in bella vista la prima serata di Sanremo. Arisa ha preferito, però, che l’attenzione degli spettatori ricadesse sulla sua voce, piuttosto che su qualcos’altro.

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La gara si interrompe con un altro grande ospite della serata. È una meraviglia sentire cantare Gino Paoli, accompagnato dal pianoforte di Danilo Rea, quei “grandi amici” che hanno fatto la storia della musica. Il pianista ci emoziona sulle note dei brani di De André, tra cui riconosciamo subito “Bocca Di Rosa”. Sono brividi per “Vedrai, Vedrai” di Luigi Tenco. Paoli commemora anche Umberto Bindi e si lascia andare al ricordo di questa persona da lui definita bellissima e di “come la sua figura sia stata massacrata, derisa e dimenticata dal mondo della musica italiana“, dice Paoli, emozionato.

Fatichiamo a crederci, ma per nostra felicità è vero: sono le 22.40 e arrivano i Giovani. La finale che determinerà il vincitore della categoria si apre con Diodato con la sua “Babilonia”. In quattro e quattr’otto è il turno di “Senza Di Te” di Zibba, il quale prima di uscire omaggia Francesco Di Giacomo. Segue Rocco Hunt con “Nu Juorno Buono”, per noi è Frankie Hi Nrg baby. L’ultimo a esibirsi è The Niro con “1969”. Nonostante la canzone sia impegnativa, la sua voce è davvero brillante.

Una brevissima parentesi dalla musica con un altro ospite dalla serata: Luca Zingaretti. L’attore torna sul tema della bellezza, tanto discusso da Fazio e Littizzetto in queste sere, omaggiando una bellezza rara che porta il nome di Peppino Impastato, giornalista e attivista politico morto per mano della mafia. “Di Peppino restano memoria, pensiero, passioni. Il suo nome è pronunciato con rispetto e amore. E dei suoi assassini? A che serve avere miliardi, potere, se non serve a costruire bellezza”.

Fazio ricorda la classifica provvisoria e annuncia la squalifica di Riccardo Sinigallia, chiamandolo sul palco e invitandolo a cantare ugualmente nel corso della finale di domani sera. Il cantante è stato squalificato questo pomeriggio dalla kermesse sanremese perché Sinigallia avrebbe già cantato durante una serata di beneficienza il brano in gara. Ma Riccardo, ironicamente, dice che farà ciò che dice la sua canzone, “Prima di andare via sorridi un po'”. Il cantante tornerà dopo per eseguire il pezzo che aveva preparato.

A questo punto ci si ributta sulla musica a ritmo di swing in una nuova versione, bilingue, di “Volare”, cantata da Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots insieme a Tommy Lee dei Motley Crue alla batteria. Segue Cristiano De André che omaggia il padre con “Verranno A Chiederti Del Nostro Amore” e che ci fa, a dir poco, sognare. Vorremmo poter dire di sentir quasi la voce di Fabrizio, ma puntiamo più sull’immaginazione nel pensarlo lì sul palco dell’Ariston, in quanto, sappiamo benissimo, che il paragone non regge. “Mio padre la compose in una notte del 1972 e svegliò mia madre per fargliela sentire. Mi svegliai anche io e li vidi, lui gliela stava dedicando“. De André si commuove, e noi insieme a lui.

Subito dopo arriva Renzo Rubino che duetterà con una splendida, per voce e per aspetto, Simona Molinari nel brano “Non Arrossire” di Gaber.
A seguire arriva un altro ospite della serata, Enrico Brignano, che omaggia Aldo Fabrizi rivisitando “Lulù”. Altro grande cantautore ad essere celebrato è Enrico Ruggeri, e ci pensa Alessio Boni a introdurre con una strofa il brano “Il Mare D’Inverno” cantato da Giusy Ferreri e Alessandro Haber. Giusy sembra riuscire a calarsi perfettamente nell’interpretazione, riscuotendo successo.

Raggiunge il palco Antonella Ruggiero che canta “Una Miniera” dei New Trolls, accompagnata da un gruppo berlinese, i Digiensemble Berlin, che suonano degli strani strumenti musicali, i tablet!

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L’ultimo Big in gara è il pelatone con gli occhiali da sole, Giuliano Palma canta “I Say i’ Sto ‘Cca” di Pino Daniele. Finalmente Nina Zilli è uscita da questo corpo, e siamo riusciti anche ad apprezzarlo.

A questo punto torna sul palco l’escluso della serata, Riccardo Sinigallia, in “Ho Visto Anche Degli Zingari Felici” di Claudio Lolli, circondato dalle donne: Marina Rei, Paola Turci e Laura Arzilli. Il terzetto ci ha divertiti molto, diciamolo!

Finalmente arriva anche il superospite della serata: Paolo Nutini. Il cantante prima si cimenta in un “Caruso”, dall’italiano un po’ maccheronico, poi cala la vera magia con “Candy”. Questa sera alla platea di Sanremo, il cantante scozzese presenta il suo nuovo “Caustic Love”, in uscita il 15 aprile, e il primo singolo tratto dal disco, “Scream”, e Paolo confessa: “Io amo questo pezzo”.

È il momento delle premiazioni. Grande soddisfazione per Zibba che riceve due meriti: il Premio della Critica Nuove Proposte e il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla. Il Premio per Migliore Arrangiamento di Sanremo 2014 va a Renzo Rubino con “Per Sempre E Poi Basta”, brano non in gara, perché escluso nel corso della prima serata.

Subito dopo la pausa pubblicità arriva il verdetto finale, poi bando alle ciance con i festeggiamenti. Il vincitore delle Nuove Proposte è Rocco Hunt. Prima di salutare il pubblico di Sanremo, il giovane ripropone “Nu Juorno Buono. “Questa sera non ho vinto io, ha vinto la gente!”, saluta la platea emozionato. Noi, invece, vorremmo dire che a vincere non è stata la canzone migliore, ma il tema più toccante, la Terra dei Fuochi, fatto rap. A premiarlo è stata proprio la sofferenza per la sua Terra e la geniale idea di farla musica, portandola a Sanremo.

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