Home > Rubriche > Eventi > Festival di Sanremo 2014: il racconto della terza serata

Festival di Sanremo 2014: il racconto della terza serata

Terza serata del Festival di Sanremo 2014, questa volta si inizia ricordando Claudio Abbado con un omaggio dell’Orchestra Filarmonica del Teatro La Fenice diretta dal Maestro Diego Matheuz e l’ouverture delle “Nozze di Figaro” di Mozart. Per essere il “luogo più pop che c’è in Italia” la puntata esordisce promettendo musica di alta qualità e noi ci crediamo restando sadicamente attaccati al televisore anche stasera.

La gara entra nel vivo con le 14 canzoni ed una prima classifica provvisoria. Inaugura lo spettacolo uno scatenatissimo Renzo Rubino con “Ora”. Riscuote tantissimo successo, il pubblico è caldo e la serata promette bene. Segue Giusy Ferreri “Ti Porto A Cena Con Me”, un pappone dal retrogusto mielense-sanremese che fa pensare ad un futuro tormentone da karaoke che massacrerà i timpani dopo le più celebri canzoni di Giorgia. Segue subito il terzo cantante, Frankie Hi-Nrg mc con “Pedala”, un pezzo dalle tipiche sonorità rap con cui lo abbiamo conosciuto, nulla di nuovo.

Si sa, i tempi della diretta sono sempre cronometrati e il tormentone della serata è “abbiamo 10 minuti di ritardo”, così, per guadagnare tempo durante la preparazione del palco Fabio accenna una pietosa imitazione di Pippo Baudo in attesa di Raphel Gualazzi & The BloodyBeetroots con “Liberi O No”, una canzone travolgente che però desta molta perplessità fondamentalmente a causa del look da Uomo Ragno che ostenta uno dei due musicisti.Arriva il turno di Cristiano De Andrè con “Il Cielo È Vuoto”, questa volta ci piace ma nessuno può fare a meno di paragonarlo al padre e no, di De Andrè per ora ce ne sarà uno solo.

La prima interruzione della gara è un monologo di Lucianina sulla bellezza, le donne ed il curioso caso di Benjamin Button: “A 30 anni sembrano la nonna di Silvan, a 50 anni delle veline di Striscia, il giorno prima delle borse sotto agli occhi di Luis Vuitton, il giorno dopo lisce come dei confetti da sposa”, e l’ipocrisia che accompagna questi cambiamenti: “Qual è il segreto di questa pelle così fresca? Non faccio niente…stile di vita sano e qualche integratore: ma v********o va, fammi dire!”. E prosegue spiegando che ciascuno è bello a modo suo, che “La bellezza non ha niente a che fare con la normalità. Siamo tutti diversi e a volte lo siamo drammaticamente, un mondo di uguali è un incubo totale: è il nazismo che ha ammazzato di deboli e i diversi”. Un pezzo di televisione che da solo vale il costo del canone, dove fa notare che da noi in Italia tolgono gli insegnanti di sostegno, nessuno parla mai di handicap, un bimbo down nella pubblicità della Nutella o nella famiglia tradizionale della Barilla non lo vedremo mai, perché avere le tette grandi come San Pietro rientra nel concetto di bellezza e di normalità mentre avere un braccio invece di due no.

A questo punto sembra che ormai il Festival di Sanremo sia finito perché a concludere il monologo arriva un ballerino del calibro di DerginTokmak, che è l’esempio perfetto di bellezza, ed un Flavio Cairoli che inizia a raccontare di Van Gogh, quando un uomo in platea interrompe lo spettacolo ricordando che è pur sempre un Festival della musica. Sembra l’ennesimo fuori programma sgradito ma in realtà è uno spunto per la sorpresa della serata: ShaiFishman and the A Cappella All Stars, trenta cantanti israeliani che propongono un mix di una serie di hit fra cui “You Are So Beautiful”,”Michelle”, “Stand By Me”, “Kiss” e “PrettyWoman”.

Ci si rituffa con difficoltà nella gara, è Francesco Sarcina con “Nel Tuo Sorriso” ad avere l’ingrato compito. Noi lo preferivamo nella versione “Le Vibrazioni” anche perché da solista il suo stile non cambia e la canzone sembra essere tratta da uno dei suoi album precedenti. La rivelazione fra i big è senza dubbio il gruppo dei Perturbazione, che con”L’Unica”, fanno risvegliare il pubblico che ormai inizia a sentire la stanchezza. Segue Francesco Renga con “Vivendo Adesso”, da cui emerge ancora una volta lo stile di Elisa che l’ha scritta per lui. Renga è comunque bravissimo e ci emoziona. Prima dell’ultimo ospite italiano si esibisce Riccardo Sinigallia con “Prima Di Andare Via”, una bella canzone che però, come altri big che partecipano quest’anno, ha uno stile tipico in cui si sentono molto i “Tiromancino”.

Ancora una volta Sanremo omaggia i 60 anni della televisione e questa volta lo fa con Renzo Arbore che ricorda i maggiori registi che hanno rivoluzionato lo spettacolo televisivo e i suoi colleghi più celebri, viventi e non. Riceve un premio minimal che sembra non apprezzare, ironizza sulla vecchiaia poi si esibisce in due pezzi che lo hanno reso famoso in tutto il mondo:”Ma La Notte No”, “Reginella” omaggiando Roberto Murolo e la canzone napoletana, finendo in exploit con”Comme Facette Mammeta”.
[PAGEBREAK] L’ultima trance dei cantanti inizia con Noemi e “Bagnati Dal Sole”, un pezzo molto radiofonico che probabilmente con l’arrangiamento dell’orchestra non rende pienamente. Segue una Antonella Ruggiero con “Da Lontano” ed una interpretazione sofferente che, pur centrando totalmente il tema sanremese, ci ricorda quanto sia vintage la musica italiana. Arriva il turno di Arisa con “Controvento”, questa volta ad attirare l’attenzione non sono le trasparenze che emergevano durante la prima serata ma il rossetto che ha sui denti. Penultimo cantante in gara, per la gioia delle generazioni un po’ più avanti con l’età è Ron con”Sing In The Rain”.

Ultimo big in gara è Giuliano Palma con “Così Lontano”, un pezzo dalle sonorità anni ’60 miste al raggae, con la tipica interpretazione alla Nina Zilli, urletti compresi…forse una forzatura che ci poteva risparmiare.

A diluire la musica ci pensa l’astronauta Luca Parmitano che racconta la sua esperienza nello spazio, a seguire il superospite internazionale Damien Rice che ci emoziona con “Cannonball”, “The Blower’s Daughter”. Quest’anno gli ospiti internazionali sono qualitativamente impeccabili, Nessuno di loro ci ha deluso in queste tre serate.

Arriva a mezzanotte ormai inoltrata lo spazio dedicato ai”giovani” ed inizia il rapper Rocco Hunt con”Nu juorno buono”, ci ricorda un po’ Frankie Hi Nrg e un po’ Clementino ma ha grande padronanza scenica e trascina il pubblico mezzo addormentato con un testo campanilistico che omaggia l’amore per la sua terra meridionale. Segue Veronica De Simone con “Nuvole Che Passano”, nota ai più come concorrente di The Voice. Grazie al suo look sarà ricordata come la Barbie sanremese. The Niro si esibisce con “1969”, un pezzo con un sound travolgente che sicuramente ritroveremo in radio nelle prossime settimane. Vadim è l’ultimo ad esibirsi con “La Modernità” e porta sul palco un testo socialmente impegnato, a tratti ricorda tantissimo la vocalità di Tiziano Ferro.

Nella classifica parziale l’ultimo è Frankie Hi Nrg mentre al podio ritroviamo dal terzo al primo: Renzo Rubino, Arisa e in testa Francesco Renga. Per i giovani passano il turno Rocco Hunt e The Niro. Domani, fra una celebrazione e l’altra inizieremo a scoprire chi sarà fra i giovani il vincitore del Festival.

Scroll To Top