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Festival di Sanremo 2014: la serata finale

Sprint finale per la maratona televisiva della musica più amata e odiata dal pubblico italiano. Croce e delizia della musica pop, la finale del Festival di Sanremo si apre con l’improbabile matrimonio tra Fabio Fazio e Luciana Littizzetto celebrato da don Matteo/Terence Hill che scende la scalinata dell’Ariston in bicicletta. Una unione con tanto di abiti nuziali e lancio del bouquet sulle note di “E Non Ci Lasceremo Mai” con un’Alba Parietti che lo prende al volo dalla platea.

Abbandonato il siparietto nuziale si torna al motivo per il quale alcuni milioni di italiani sono sadicamente attaccati al televisore di sabato sera…sì, c’è il Festival e stasera si decreterà un vincitore! Spiegano che la graduatoria complessiva sarà determinata in questa maniera: il 25% il voto del pubblico di giovedì, il 25% il voto del pubblico di sabato, il 50% il voto della Giuria di Qualità.

La prima esibizione della finale è affidata a Giuliano Palma con “Così Lontano”, segue Noemi (questa volta con un look decisamente più umano ed attinente alla serata) con”Bagnati Dal Sole” e Ron con “Sing In The Rain”. È il turno di Arisa che raccoglie tanto gradimento dal pubblico con “Controvento”, e di Francesco Sarcina che questa volta evita di selfizzarsi prima, durante e dopo l’esecuzione di “Nel Tuo Sorriso”.

La parentesi musicale si arresta con il ritorno di Maurizio Crozza dopo lo sfacelo dell’anno scorso, e lo fa con uno scudo che lo copre con su scritto “PACE”e commenta: «Qui mi sento al sicuro come la Kyenge che esce dalla torta al compleanno di Umberto Bossi». Nel suo lungo intervento esalta l’Italia e la creatività italiana, la politica questa volta è tagliata fuori quasi come fosse un diktat proveniente dall’alto. Ci piace l’intervento di Crozza ma poteva fare di più e cercare meno il facile applauso.

Riprende la gara ed è la volta dei Perturbazione con “L’Unica”, Giusy Ferreri ela sua “Ti Porto A Cena Con Me” e Francesco Renga con “Vivendo Adesso”. Il ritmo della serata sembra scorrere veloce ed ecco che alla batteria dei tre cantanti segue l’ennesimo ospite della serata, Ligabue, che fra l’altro non ha mai partecipato al Festival come concorrente. Ligabue arriva nelle vesti di superospite con i suoi pezzi più famosi ed il nuovo singolo “Per Sempre”, che ricorda tantissimo il titolo di una canzone sanremese di Nina Zilli. Quest’anno gli autori delle canzoni hanno avuto poca fantasia…da un “Controvento” di Arisa che ricorda la canzone di Malika Ayane ad un “Prima di andare via” di Sinigallia che ricorda Neffa…ma questo è un altro discorso…

Tornando a noi, la gara prosegue con Renzo Rubino e la sua “Ora” ed Antonella Ruggiero con “Da Lontano”. Attimi di tensione per Raphael Gualazzi &The BloodyBeetroots durante “Liberi o No” e Fazio interrompe l’esecuzione per problemi tecnici…il microfono non era stato attivato! Anche dopo comunque si ha la sensazione che qualcosa nell’audio non vada… Infine gli ultimi due: Cristiano De Andrè ed il suo “Il Cielo è Vuoto” e Frankie Hi-Nrg Mc con “Pedala”.
I primi premi per i big vengono consegnati da Claudia Cardinale: ai Perturbazione il Premio Sala Stampa Lucio Dalla, a Cristiano De André il Premio della critica Mia Martini con “Invisibili” che era stato scartato al primo ascolto nella serata di martedì. Che abbia continuato la gara la canzone sbagliata?

Ancora un ospite, questa volta il belga Stromae con “Formidable” che per l’occasione è sottotitolata, un riguardo che però non era stato dato agli altri ospiti delle serate precedenti.
Come promesso, nonostante l’esclusione, si da la possibilità anche a Riccardo Sinigallia di esibirsi nella finale con “Prima Di Andare Via”, a seguire una Luciana Littizzetto che osa una trasparenza che forse dovrebbe catalizzare un po’ l’attenzione prima dell’annuncio dei tre papabili alla vittoria, in ordine di esibizione sono: Renzo Rubino,Arisa e Raphael Gualazzi che hanno la possibilità di far riascoltare i propri pezzi.

Poiché parte del voto è deciso dal pubblico, durante i tempi di votazione Fabio dà la possibilità ai giovani di esibirsi perché sì, dare uno spazio all’una inoltrata è una ottima occasione di visibilità. In ordine di apparizione salgono sul palco: Bianca, Filippo Graziani, Veronica De Simone, Vadim, The Niro, Zibba, Diodato ed il vincitore dell’edizione di Sanremo 2014 Rocco Hunt.

Quando ormai i giochi son chiusi, gli ospiti esauriti e forse i più dei telespettatori coraggiosi che hanno seguito tutta la kermesse televisiva dormono allegramente sul divano, finalmente annunciano il vincitore della serata: Arisa con “Controvento”.”Da domani scarpe da ginnastica”commenta Luciana alla vincitrice che avanza con un passo poco equilibrato.

Cosa resterà di questo Sanremo 2014? La vittoria di Arisa rende giustizia alla musica italiana? Com’è possibile che i pareri dei critici musicali siano sempre così distanti dalla massa?

Roy Paci ieri, commentando uno status su Facebook della pagine ufficiale del Festival che diceva “La giuria di qualità, nella gara delle Nuove Proposte, aveva posto Rocco Hunt all’ultimo posto e al primo Diodato. Risultato sovvertito dal televoto” ha scritto che “La qualità è inversamente proporzionale alla massa“.

D’altronde la stessa Arisa nella conferenza stampa subito dopo la fine della serata ammette “La mia canzone è più pop, più facile delle loro, ha un linguaggio immediato, dice delle cose condivisibili e ha vinto per questo“. Ma Arisa è un artista con un suo valido percorso e, anche se non condividiamo, ne accettiamo la vittoria. Due sono invece le occasioni perse da questo Festival.

La canzone di De Andrè “Invisibili”, scartata dal televoto ma vincitrice di ben due premi, e la vittoria di Rocco Hunt. Quest’anno Fazio aveva saputo pescare ottimamente dalla musica indipendente italiana ben rappresentata da Diodato, Zibba e The Niro. Vedere vincere Hunt è davvero una delusione, e ci fa capire quanto anni di reality abbiano segnato profondamente la cultura musicale italiana.

Nonostante il calo di ascolti e la pesantezza di più di tre ore di diretta, speriamo comunque che Fazio accetti di condurre la prossima edizione del Festival, perché a quanto pare in alternativa il papabile è Carlo Conti e il solo pensiero dà qualche brivido.

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