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  • Fiction: The Big Other

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Finzioni anni Ottanta

Prendete quattro tizi di Londra, fategli imbracciare strumenti vari e mandateli in tournée con Everything Everything, Metronomy e Warpaint. State certi che il loro album di debutto non sarà una bazzecola.

“The Big Other” è la summa della musica pop degli eighties, per chi se la fosse persa poiché nato dopo o per chiunque non se ne fosse mai interessato prima. La voce maschile, di fatto, a volte arriva ad assomigliare a quella di Echo & The Bunnymen, mentre il gusto che anela all’afrobeat ricorda gli esperimenti dei Talking Heads in “Remain In Light”.
Sarebbe troppo scontato paragonare i Fiction ai Vampire Weekend imputando tale vicinanza alle chitarrine e ad alcuni passaggi armonici: siamo su tutt’altro pianeta.

Il falsetto, i sintetizzatori che dominano incontrastati, le percussioni non troppo elaborate ma comunque efficaci fanno tornare un’enorme nostalgia per gli anni che in molti (io in primis) non s’è nemmeno vissuti. “Be Clear” affascina per la sua pacatezza, nonché per il suo ritmo che nonostante non appartenga allo “strafare” provoca impulsi elettromagnetici dal cervello agli arti inferiori.
Un esordio che si apprezza senza tanti giri di parole.

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