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Fieri di essere degli outsider

Se Shirley Manson, front woman dei Garbage, dovesse definire il disco in uscita tra soli 4 giorni, lo riassumerebbe con un unico eloquente termine: “outsider”, nel senso di emarginato. Probabilmente per le vicissitudini che lo hanno anticipato, non ultime molte incomprensioni con la precedente etichetta che hanno spinto la band ad auto-prodursi, per evitare le pressioni connesse alle vendite, all’attenzione dei media e alle classifiche. Perché “il numero di passaggi radiofonici non è certo la quintessenza dell’essere artisti, almeno per me”, ha dichiarato la stessa Manson durante un’intervista rilasciata a Virgin Radio lo scorso aprile.

E così, per rilassarsi, ricaricarsi e recuperare la giusta motivazione, i Garbage hanno deciso di concedersi una pausa, un lungo break durato 7 anni e il cui risultato prende il nome di “Not You’re Kind Of People”: un titolo forte, che suona come una sentenza e che vuole identificare un preciso target di riferimento. Il disco, che uscirà sotto la label proprietaria StunVolume, è infatti rivolto a chi apprezza “senza se e senza ma” la musica del quartetto, gli altri sono “educatamente”, ma fermamente, invitati a starne alla larga.

A ben vedere, e sentire, il sound della band non si discosta molto dalle origini e da ciò a cui siamo abituati, ecco perché possiamo sicuramente parlare di un ritorno dei classici Garbage, con qualche ammodernamento stilistico certo, ma la riconoscibilità è garantita. E se il primo singolo estratto – “Blood For Poppies” – è già in rotazione radiofonica e in download gratuito per tutti i fan come ringraziamento per questi 7 lunghi anni di attesa, per il resto dell’album bisogna attendere ancora qualche giorno, ma noi, che l’abbiamo sentito, possiamo anticiparvi che si tratta di un lavoro maturo, convincente e assolutamente all’altezza di una band che ci ha abituati a musica ricercata e di qualità.

Parallelamente prenderà il via anche il tour, che porterà i Garbage in Italia per due date: l’11 luglio saranno on stage al Castello di Vigevano, il giorno dopo a Roma all’Ippodromo delle Capannelle. “Pensare di tornare ad esibirci dal vivo fa venire i brividi, e anche un po’ di paura… Ma ci è sempre piaciuto un po’ di dolore misto al piacere!”, commenta la spiritosa Shirley, mentre Steve Marker (chitarra, tastiere), Duke Erikson (chitarra, tastiere) e Butch Vig (batteria) iniziano a scaldare i motori e ad accordare gli strumenti…

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