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Finalmente la Cassazione

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Si fa sempre più strada quello che sarà il principale filone delle cause del ventunesimo secolo: il diritto all’oblio – ossia il diritto a essere cancellati dalla rete e dalla miriade di bit che la compongono – è ora al passo decisivo, grazie anche a una importante pronuncia della Cassazione di ieri [1].

Innanzitutto, cos’è il diritto all’oblio: il diritto di ogni reo, che abbia già scontato la propria condanna, a veder cancellato il proprio nome dalla cronaca relativa al fatto criminoso ormai passato. Una notizia che indichi il sig. Mario Bianchi come responsabile di un furto di una mela o dell’omicidio del proprio vicino di casa non può essere riproposta quotidianamente sui giornali, quando la vicenda abbia perso l’interesse pubblico e non sia più attuale.
Questo perché – per quanto possa inorridire i giustizialisti – la pena esaurisce ogni punizione per il colpevole. Non possono esservi altre sofferenze per il reo se non quelle previste dalla legge. E non vi è dubbio che nessun reinserimento sociale sarebbe possibile per l’ex malvivente se la comunità viene posta nella condizione perpetua di collegare il nome di questi al suo passato criminoso.

L’articolo prosegue su “La Legge per Tutti” al link qui sotto

Oblio su internet, un diritto calpestato: interviene finalmente la Cassazione

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