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Finistère: L’intervista in attesa di A Night Like This Festival

Questo sabato, 18 luglio 2015, si svolgerà a Chiaverano (TO) la nuova edizione di A Night Like This, uno dei festival estivi del panorama indipendente italiano da cui ci si aspettano grandi cose. Abbiamo incontrato i Finistère, band facente parte della line-up della giornata di sabato, per parlare della manifestazione ma anche di tanto altro. Buona lettura!

Finistère: come nasce il vostro progetto? Quali percorsi hanno fatto le vostre storie?

Il progetto Finistère nasce circa 3 anni fa dalle intenzioni di Carlo (Pinchetti) e mie (Matteo Griziotti). Carlo era attivo alla voce/chitarra dei bergamaschi Daisy Chains, mentre io ero appena “rincasato” dopo un’esperienza berlinese che aveva visto la pubblicazione del mio primo disco solista (The Lonely Rat). Dopo qualche incontro per “gettare le basi” stilistiche del gruppo, siamo partiti con la stesura dei pezzi e la ricerca di bassista e batterista. Con la recente acquisizione di Marco (Brena) e Pietro (Trizzullo) la band è al completo. (Matteo)

È passato quasi un anno dall’uscita del vostro disco d’esordio “Alle Porte Della Città”. Che cosa ha rappresentato la registrazione di questo disco d’esordio e come sono stati i mesi successivi alla pubblicazione?

Si, sono passati circa 9 mesi. La registrazione, soprattutto se vissuta con grande intensità da parte di tutti i membri della band è un momento che lega i componenti in maniera indissolubile. Ha funzionato ottimamente come “collante” anche il TUP, ovvero lo studio di Brescia che ha ospitato le nostre registrazioni. Siamo soddisfatti, tanto del disco quanto della ricezione del pubblico e dei concerti che sono seguiti alla pubblicazione. (Matteo)

Il vostro disco d’esordio è un bel disco, che oscilla tra pop e indie. Due voci che si alternano e si armonizzano. Quale è stata l’idea che ha ispirato la vostra composizione e quale il messaggio che volevate mandare?

Il disco riflette la sua scrittura, in particolare per quanto riguarda le due voci. Abbiamo scritto tutti i pezzi in due, Matteo ed io, con contributi in percentuali diverse a seconda delle canzoni, ma la cosa bella è che non esiste un pezzo solo “mio” o solo “suo”. Per il resto non ci teniamo a seguire un ideale o propinare un messaggio se non quello puramente estetico della bellezza di una melodia, i rimandi estetizzanti di un particolare immaginario e la pura fruizione sensoriale. Puntiamo al cuore più che alla mente. (Carlo)

Bergamo e il vostro rapporto con il territorio. Frequentate la scena musicale locale? C’è qualcuno che conoscete e ci volete consigliare? Al contrario c’è qualcuno che proprio non sopportate?

Frequentiamo la scena musicale locale e la spingiamo anche. Insieme ad altri ragazzi da quattro anni organizzo The Exhibition Night, una rassegna mensile di gruppi indie all’Edoné.
Negli anni abbiamo avuto tanta musica di qualità, dalla band locale, come i Diaphana, fino a Drew McConnell dei BabyShambles. Credo ci sia molta musica di qualità in zona anche se forse non a livello di guitar band, siamo ahimé negli anni dell’elettronica, materia che conosco poco. Non ho riserve su nessuno in particolare, magari ci sono gruppi che musicalmente non mi fanno impazzire ma rimangono musicisti che rispetto e a cui spesso voglio anche bene. Ecco, diciamo che tendenzialmente apprezzo chiunque sappia mettere in gioco la propria creatività. Le cover e tribute band no, di quelle il mondo potrebbe tranquillamente fare a meno. (Carlo)

La prima volta che ho avuto occasione di vedervi è stato durante il Factory Market di Coffee and Television, un evento dedicato al vintage e molto popolare a Bergamo. Come era nata la vostra partecipazione al Factory Market e come è stata quell’esperienza?

I ragazzi di Coffee&Television sono stati nostri sostenitori fin dall’inizio (la cosa è reciproca) e quando stavano cercando una band per il Factory Market ci hanno subito chiesto la nostra disponibilità, forse per via della nostra attitudine un po’ vintage e garage. E’ stata un’esperienza bellissima, se non avessimo suonato ci saremmo comunque andati a bere e spendere soldi in giacche di pelle e jeans di seconda mano, quindi a maggior ragione essere lì con le chitarre è stato un vero privilegio. Del resto Coffee&Television è l’unico negozio che ha avuto in esclusiva le copie fisiche del nostro disco. Anzi vorrei approfittare dell’occasione per ringraziare Nicoletta e Alberto per il supporto, salutare con affetto C&TV che ha chiuso settimana scorsa e fare un grande in bocca al lupo ai ragazzi per i loro succulenti progetti futuri! (Carlo)

Sabato sera sarete sul palco del ANLT, uno dei festival più interessanti dell’estate indipendente italiana. Cosa rappresenta per voi questa data? Come è arrivat l’occasione e quale è stato il vostro primissimo pensiero? Quale band ci consigliate di quelle in cartellone per la serata?

ANLT è indubbiamente l’appuntamento estivo che aspettiamo da più tempo e con maggior entusiasmo. Conosciamo l’organizzazione che è davvero “impeccabile”, e che è arrivata a noi nella maniera più “classica”, ovvero tramite Costello’s, la nostra agenzia di booking e di management. Oltre al nostro live, vi consiglio altri piccoli set interessanti, come quelli di Giorgieness e degli Abiku. Poi dopo mangiato ci sono i Jennifer Gentle e tanta tanta birra. (Matteo)

Momento verità: un punto forte della vostra band e un punto debole. Raccontateci.

Punto forte: le imitazioni. Siamo in grado di riprodurre alla perfezione alcuni dei principali accenti, sia italiani che internazionali. Il top? Chiedici di parlarti in cingalese.
Punto di debolezza: il nostro mezzo di locomozione, ovvero il Finis-camper. Sono più le volte che ci lascia a piedi che le volte che ci accompagna a destinazione

Ciao e grazie mille per la disponibilità.

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