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  • Fino a qui tutto bene

    Diretto da Roan Johnson

    Data di uscita: 19-03-2015

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Per cinque ragazzi sono gli ultimi giorni nell’appartamento in cui hanno studiato e vissuto per anni. C’è chi tornerà dai genitori, chi deciderà di cercare fortuna all’estero. L’unica certezza è che niente sarà come prima.

Questa è la storia raccontata da “Fino a qui tutto bene”, pellicola di Roan Johnson dalle dinamiche produttive particolari. Nel 2013 l’Università di Pisa commissiona al regista un documentario sulla vita dell’Ateneo. Colpito dalla positività dei commenti degli studenti intervistati di fronte alle incertezze del futuro, Johnson decide di realizzare un film sull’argomento. Si tratta di un’opera totalmente indipendente, prodotta con una modalità “a partecipazione”: ad ogni membro di troupe e cast sarà riconosciuta una percentuale sugli incassi come compenso.

Il risultato è un film leggero e spiccatamente ottimista. Punto di forza della pellicola è il realismo con cui viene descritta l’esperienza della convivenza studentesca. Il film è ricco di momenti genuinamente divertenti: tra piatti di “pasta col nulla”, lavandini otturati e cibi scaduti, la sensazione è quella di ritornare per un po’ in quel piccolo microcosmo universitario.

Purtroppo, questa volontà di voler fornire un punto di vista positivo sulla situazione giovanile si traduce in uno sguardo un po’ superficiale, che si concentra solo sull’abbandono del luogo protetto. Forse si sarebbe dovuto concedere più spazio all’approfondimento psicologico dei personaggi, invece di indugiare su situazioni assurde come l’improbabile rapina e stereotipati montaggi musicali, tra una risata sotto la doccia e una corsa tra i campi di girasoli. La metafora finale, fin troppo didascalica, riesce a strappare un sorriso amaro, ma più per la sua ingenuità che per il messaggio positivo di fondo.

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Contro

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