Home > Report Live > Fiocco rosa per il rock al centro commerciale

Fiocco rosa per il rock al centro commerciale

Nasce sotto la luce di stelle buone la tappa campana del tour di Cristiana Donà. Non solo per l’omonimo titolo della canzone che apre il concerto, ma perché ad accoglierti non è nessun parcheggiatore abusivo col posto fisso dinanzi al locale di turno.

Un impegno di grande responsabilità quello dei ragazzi della direzione artistica di Non Luoghi Musicali: inondare la piazza di un centro commerciale con chitarre ed amplificatori. Le scommesse puntano in alto. I più increduli vanno a braccetto con i pregiudizi che vogliono il rock tra pareti sudice e luci soffuse. Eppure l’atmosfera di questa sera non prevede carrelli della spesa, né rumori di saracinesche in chiusura. A scansare le previsioni neanche i passanti, sempre curiosi e mai invasivi.

Insomma, la musica sembra tornare in strada. È una sera d’altri tempi questa che alloggia in una simile modernissima struttura. La Donà si lascia trasportare ed è subito musica. Già al momento del soundcheck, quando voce e strumenti si mettono a posto con la folla intorno che cerca di capire cosa avverrà di lì a poco. Qualcuno guadagna il posto a sedere con largo anticipo, altri hanno il tempo di avvisare gli amici che a due passi dal proprio negozio preferito sta per iniziare un concerto che pare niente male. La restante categoria racchiude la schiera di fan che la cantautrice milanese ha conquistato dallo splendido “Tregua”.

Si passa da lì, dai lontani successi, si arriva al recente “Torno a Casa a Piedi”. In mezzo ci sono i testi romantici e una Cristina in gran forma che ha voglia di giocare e di scatenarsi sul palco. Canta l’amore e suona il rock da gran professionista: instancabile e vivace, scherza col pubblico e ringrazia l’organizzazione. Crede nel progetto e l’in bocca al lupo è sincero.

Visto che le generazioni sotto il palco son già due, la Donà può vantarsi d’aver contribuito al taglio del cordone ombelicale che lega gli italiani coi tanto cari anni Settanta. Stasera con in mano la sua chitarra rossa pare dire che la grinta dei Novanta non è esaurita e che gli anni Zero son stati fermento anche per i più pessimisti. L’esperienza ha le note della ballerina “Credo nei Miracoli” e di “Universo”, cantata a squarciagola dai presenti. “Triathlon” è la valvola di sfogo, l’adrenalina di fine concerto che fa continuare a canticchiare tutti fino al rientro a casa.

La gran festa è terminata, il brindisi nel backstage è d’obbligo e lo shopping, per una volta, ha portato tutti nel posto giusto.

Scroll To Top