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“Fiore D’Agosto” e Muro Del Canto in concerto a Villa Ada di Roma, report live e scaletta

Sabato 6 agosto ci siamo ritrovati in migliaia nel cuore del Parco di Villa Ada per un evento che probabilmente ci ha fatto sentire tutti quanti ancor più orgogliosi di essere romani, figli del mondo e cuore pulsante della città eterna. Tra le chiacchiere e le risate condite con birra e street food, il palco messo in piedi per l’edizione 2016 della manifestazione “Villa Ada Incontra il Mondo” ha cominciato, intorno alle ore 21.00, a salutare i suoi tecnici (che a fasi alterne sarebbero tornati a sistemare la strumentazione in loco) e ad accogliere a furor di popolo gli artisti coinvolti in quella che a tutti gli effetti si sarebbe rivelata una serata dedicata a chi (ad agosto) ancora popola la nostra bella città e ha ancora voglia di ascoltare, cantare e ballare la musica che nasce nei vicoli di Roma.

Ai “Ponentino Trio”, dunque, l’onore di “sciogliere il ghiaccio” e farci sentire tutti a una serata tra amici, attraverso canzoni, stornelli, poesie, modi di dire, proverbi e le più belle storie della tradizione raccontate in musica e decantate dalla voce di Daniela De Angelis, e accompagnate dall’affabulazione di Costantino Pucci, oltre che dalla chitarra di Cesare Oliva. Ad alternare l’esibizione del magico trio, tutta la passione racchiusa nei versi dei 7 ragazzi figli di una mentalità metro romantica e meglio noti come “Poeti Del Trullo”: infatti, nel corso dell’evento denominato per l’occasione “Fiore D’Agosto” (in collaborazione con Radio Rock e Big Time), Michele Botrugno e Alessia Amendola si sono passati la palla più volte recitando alcune delle poesie in plurale misto più toccanti ed espressive (come il ricordo a Stefano Cucchi, il ragazzo trentenne vittima di uno dei più vergognosi fatti di cronaca nera degli ultimi anni) dei vari Er Bestia, Er Quercia, Er Pinto, Inumi Laconico, ‘A Gatta Morta, Marta der III° lotto e Er Farco.

“Mai vergognasse d’esprime ‘n sentimento scritto, sussurrato, un grido, ‘na poesia…mai fa lo sbajo de dì – nun è er momento! Er tempo è come vento…ariva e poi va via” (Er Quercia).

Ultimo, ma non ultimo, protagonista prima di cedere il palco ai più attesi della serata (“Il Muro Del Canto”) è stato Emilio Stella, cantautore che racconta storie di vita vissuta con un forte attaccamento a Roma: ma non quella delle cartoline, bensì la Roma autentica, delle periferie e delle borgate. Un cantautore impegnato, sì, ma con una bella dose di ironia, che dal suo disco auto prodotto “Panni e Scale” (2011) ha voluto prendere e cantare alcuni brani come “La Storia Delle Donne Passate”, “In Questo Circo”, “Alle Case Popolari”, “Vorrei Essere Libero” e anche qualche vecchio tormentone come “Capocotta Non è Kingston”. Il tempo di lasciare al Ponentino Trio la chiusura perfetta della prima parte della serata (con una sentita interpretazione di una canzone storica come “Te La Ricordi Lella”, dedicata in particolare a tutte le donne vittime della violenza domestica), e Villa Ada si accende con l’ingresso sul palco di Daniele Coccia (voce), Alessandro Pieravanti (batteria/percussioni e voce narrante), Alessandro Marinelli (fisarmonica), Ludovico Lamarra (basso), Eric Caldironi (chitarra acustica e pianoforte) e Giancarlo Barbati (chitarra elettrica e cori), meglio noti come “Il Muro Del Canto”.

L’energia di tutta Roma esplode sulle note de “L’Ammazzasette” (2012), carica di tutta la grinta dei cinque musicisti che accompagnano la voce calda e profonda di Daniele. Ogni brano che rapidamente cede il passo a quello successivo coinvolge ogni spettatore pagante (compreso il sottoscritto), dalla prima all’ultima fila, in una comune discesa verso uno stile musicale (noto semplicemente col nome di Folk Rock) nel quale confluiscono da un lato le tradizioni popolari e dall’altro le contaminazioni rock e dark, attraverso anche dei testi le cui tematiche si incentrano principalmente sull’amore, sulla morte e sull’anticlericalismo. Di attualità, rabbia, cinismo e ironia (a fasi alterne, ovviamente) si condiscono anche i racconti di Alessandro Pieravanti: storie di vita vissuta che si accompagnano all’esecuzione di brani tratti dalla giovane discografia della band (3 album, 2 ep e una raccolta, dal 2011), sfiorando appena le avventure finora vissute (come ad esempio il tentativo di presentarsi a San Remo), oppure rendendoci tutti un po’ più uniti e partecipi attraverso le immagini della quotidianità, rintracciabili in canzoni come “Serpe N’Seno”, “Ponte Mollo”, “Maleficio”, “Domenica a Pranzo Da Tu Madre”, “Figli Come Noi” e altre ancora. L’atto finale della serata (prima del dj set) abbraccia non solo tutti i romani, ma anche coloro che ci osservano oltre i confini regionali alla ricerca di un’unica voce, come può testimoniare l’interpretazione di Coccia e soci de “La Malarazza” (ispirata al sonetto di un poeta siciliano anonimo, che era stato pubblicato nel 1857 dal poeta di Acireale Lionardo Vigo con il titolo “Lamento di un servo ad un Santo crocifisso”), per poi ritornare con i piedi e la testa nel cuore di Villa Ada per una sempre romantica “Arrivederci Roma”, fra i sorrisi, le lacrime e la promessa di un ritorno.

Continua così il fortunato tour del terzo disco “Fiore De Niente” (2016) con un live energico nella propria città dove i concerti sono sempre grandi feste di popolo partecipate e sentite dal pubblico che li segue. Il Muro del Canto è una voce senza tempo, una voce di popolo. È l’inno alla terra, il disincanto, la serenata. È un canto accorato di lavoro, è la ninna nanna antica. E’ l’immagine più bella che si accompagna insieme agli altri protagonisti dell’edizione 2016 di “Fiore D’Agosto”.

Scaletta “Muro Del Canto”

L’Ammazzasette

L’Anima De Li Mejo

Ginocchi Rossi

Serpe N’Seno

L’Orto delle Stelle

(Racconto)

Ponte Mollo

Ancora Ridi

Maleficio

L’Osteria Dei Frati

Quando Scende La Notte

(Racconto)

Domenica a Pranzo Da Tu Madre

Figli Come Noi

Chi Mistica Mastica

Cristo De Legno

Fiore De Niente

La Malarazza

Il Canto Degli Affamati

Peste e Corna

Ciao Core

Arrivederci Roma

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