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…come pesci rossi nella fontana comunale!

Ogni fenomeno inflattivo comporta sempre uno slittamento verso il basso del valore dei prodotti. A questa regola economica si adattano un po’ tutti i settori della vita (tranne forse la beneficenza). E proposte come i “Fires Of Babylon”, in un clima di rinnovata attenzione per il filone melodico del metal, tra le molteplici ed interessanti novità che affollano gli scaffali dei rivenditori, si perdono nella mediocrità. Un peccato per un singer d’eccellenza come Rob Rock, al cui fianco
si sono schierati Lou St. Paul, Kelly Conlon e Robert Falzano. Mediocrità nelle linee melodiche innanzitutto: affettate e monotone, accostabili ad alcune risalenti ed ancora immature sperimentazioni di un certo Blaze Bayley. Mediocrità soprattutto nella caratterizzazione del sound: martellante incrocio tra U.S. power ed heavy sinfonico, bovinamente piatto, quando addirittura non molesto. La smodata ricerca di un refrain sul cui altare giustificare ogni traccia è un espediente nel quale sono di recente riuscite, più egregiamente, altre proposte concorrenti. In un altro contesto storico, forse, i Fires Of Babylon avrebbero occupato un discreto posto nella metal-chart. Oggi, invece, si confondono come pesci rossi nella fontana comunale.

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