Home > Zoom > Festival di Sanremo: Fischi pop, canzoni…

Festival di Sanremo: Fischi pop, canzoni…

Al fischio di inizio di questa 63° edizione del Festival di Sanremo la domanda è solo una: le novità apportate, i 14 “Big”, 28 canzoni stile 2×1, di cui però ne resterà soltanto una, riusciranno a resuscitare il carrozzone più twittato del momento?

L’accoppiata Fabio Fazio e Luciana Littizzetto ben racchiude in sé il volto intellettuale ed il volto nazionalpopolare del popolo italiano. Lui che apre la kermesse spiegando che il termine popolare non ha una accezione negativa, ma vuol dire “di tutti” ed inaugura la serata con un omaggio a Verdi con il “Va’ Pensiero” eseguito dal coro dell’Arena di Verona; lei che sceglie un ingresso tutt’altro che sobrio, trainata da una carrozza come una principessa, con un cocchiere -esodato della Fornero -, due valletti scelti fra i tronisti della De Filippi a “Uomini E Donne” ed una scia lasciata dai cavalli a base di… petali di rosa, cosa avevate pensato?

Per la serie “a volte ritornano”, il primo fortunato ad aprire la gara è Marco Mengoni con “L’Essenziale” una romanza melense tipica sanremese”papabilissima” per la vittoria. Prosegue con “Bellissimo”, scritta dalla Nannini e Pacifico, è più ritmata e probabilmente più sua, ma meno sanremese e infatti passa la prima, come annunciato da Marco Alemanno famoso per essere stato compagno di Lucio Dalla.

Raphael Gualazzi canta “Senza Ritegno”, che non è solo il titolo della canzone, e investe tutti i suoi polmoni nel secondo pezzo,”Sai (Ci Basta Un Sogno)”, sicuramente più sanremese e infatti, come annuncia la sua madrina Ilaria D’Amico, supera le selezioni.

La Littizzetto, fingendo di scendere da una scala che (temporaneamente) non c’è, presenta Felix Baumgartner, famoso perché è stato il primo uomo nella storia ad aver superato la barriera del suono in caduta libera in 4 minuti e 19 secondi, lanciatosi da 38.969,4 m di altezza nei cieli del Nuovo Messico. La sua presenza testimonia che noi possiamo superare 4 ore di Festival di Sanremo.

Daniele Silvestri con “A Bocca Chiusa” presenta un pezzo decisamente da Primo Maggio, accompagnato da un interprete che traduce in LIS, lingua italiana dei segni. “Il Bisogno Di Te” (Ricatto D’Onor) è il suo secondo pezzo, più pop e radiofonico, Silvestri stesso parteggia per il primo e Valeria Bilello, la sua proclamatrice, conferma la sua previsione.

Quarti ad esibirsi sono Simona Molinari e Peter Cincotti con “Dr Jeckyll MrHide”,un pezzo decisamente swing che ricorda atmosfere da cafè chantant mentre il secondo pezzo, “La Felicità”, relega Cincotti a poco più di un corista, ruolo che gli calza a pennello secondo la giuria e il pubblico italiano che promuovono proprio quest’ultimo pezzo.

Con un “Formidable” Maurizio Crozza entriamo nel vivo di Sanremo:il momento della contestazione e della protesta, quello in cui il pubblico in sala dimostra la sua natura rivoluzionaria ribellandosi quando Crozza, nei panni di Silvio B, sparge soldi qua e là, “Non sono i miei, sono i vostri”,. “Questa è propaganda” urla qualcuno dal pubblico, si alzano i fischi e Fazio è costretto ad intervenire affinché lo show possa continuare.

A rompere il ghiaccio dopo il macigno lanciato da Crozza arrivano i Marta sui Tubi,che con il loro caratteristico stile, cantano “Dispari”, una canzone dalla pienezza musicale fantastica, anche grazie all’Orchestra Sinfonica di Sanremo, ma un po’ meno entusiasmante vocalmente parlando. “Vorrei” conferma la diagnosi: errori vocali dati dalla voglia di strafare, più nota come “emozione”. I Marta Sui Tubi fanno il tifo per “dispari e invece si portano in finale “Vorrei”.

Preannunciata dai giornali, “la coppia gay” delude tutti i voyer che si aspettavano un bacio perché racconta in pochi minuti, senza parlare, una lunga storia d’amore che non sarà consacrata con un matrimonio in Italia.

L’abito fucsia di Maria Nazionale speriamo possa consolare quanti hanno visto Sanremo in attesa del bacio. “Quando Non Parlo” ed “È Colpa Mia” già dicono tutto nel titolo, vince il lato masochista degli italiani e passa il più neomelodico dei due, “È Colpa Mia”. Sicuramente è anche colpa nostra.
Angelo Ogbonna, calciatore del Torino e della nazionale, presenta come super ospite Toto Cutugno che guadagna il premio alla carriera grazie al pezzo “L’Italiano” che canta felicemente seduto sul suo sgabello insieme all’imponente Armata Rossa.

A mezzanotte inoltrata l’ultima ad esibirsi è Chiara che con “L’Esperienza Dell’Amore” premia la volontà dei telespettatori più caparbi sfoggiando una canzone che, fra i 7 artisti della serata, meriterebbe decisamente la vittoria. Infatti a passare è il secondo brano, “Il Futuro Che Sarà”, che, riprendendo le sonorità tipiche dei Matia Bazar, è favorita da un target più anta. Insomma la prova lampante che questo è un Sanremo dei giovani.

Se pensate di essere già stanchi avete sbagliato preparatore atletico perché questa è una maratona e domani continueremo con la seconda tappa… chissà se alla fine ne resterà soltanto uno… del pubblico!

Scroll To Top