Home > Report Live > Flamingo Tour

Flamingo Tour

La fila ovviamente è cominciata fin dal grigio mattino per le fan più sfegatate e agguerrite, le quali raccontavano della delusione di Flowers dovuta alla poca partecipazione del pubblico tedesco durante il concerto della sera prima a Colonia.

Su uno stage arredato come una camera d’albergo, con tappeti, comodino e luci soffuse -come nella copertina-, l’elegante Flowers in camicia rossa, gilet e pantaloni neri inizia il concerto costringendoci a ricrederci subito. Quasi avesse fatto apposta, comincia proprio con “On The Floor”, la canzone che definiamo ‘da chiesa’ e che induce a cliccare su ‘salta alla prossima canzone’. Ma l’arrangiamento è cambiato. Ringraziamo il cielo (pur non essendo mormoni). È diventata una canzone più country e decisamente più apprezzabile. Iniziamo bene. Flowers ci saluta e il teatro, sebbene piccolo, si fa sentire con un boato di urla in risposta che continuano non appena attacca con “Crossfire”, impeccabile ovviamente (ormai sanno tutti della malattia di perfezionismo di cui Flowers soffre).

Come anche impeccabili e stupende sia vocalmente che musicalmente sono “Only The Young”, “Right Behind You” e “Swallow It”. Solo una pecca: la corista sbaglia l’entrata di “Right Behind You” e rovina la bella atmosfera che Flowers aveva creato con una voce intensa, ma pazienza. Speriamo Flowers non la elimini fisicamente a fine show. Altro momento intenso è “Playing With Fire” e anche “Only The Young”, specialmente mentre canta “Mother it’s cold here…”: un silenzio di profondo raccoglimento ha avvolto tutto il teatro.

Ed è proprio nel mondo di Flowers che si è entrati, e quindi non può mancare una canzone come “Magdalena”, che riprende i ritmi messicani che lui ama. Dal vivo la parte ritmica è ancora più accentuata e perciò è quasi impossibile non esserne trascinati (è evidente come Flowers approfitti di nuovo del coro del pubblico, già sperimentato in “Spaceman”: se l’oh-oh funziona per coinvolgere il pubblico, perché non usarlo?).
E sempre dal mondo di Flowers non può non esserci anche una cover anni ’80, “Bette Davis Eyes” (cover a sua volta di Kim Carnes) che riscalda ‘la pista’.

Suona quasi tutto l’album (manca all’appello solo “Welcome To Fabulous Las Vegas”) ma aggiunge, da “Day & Age”, “Losing Touch” con un nuovo arrangiamento e, proprio come nei concerti dei Killers, finisce l’encore -che consiste in una canzone sola- con “When You Were Young” in versione unplugged. Tutto il teatro la canta insieme a lui.

Abbastanza prodigo nelle sue pose teatrali, Flowers sembra ancora un po’ restio a lasciarsi andare completamente, nonostante il pubblico stavolta gli dimostri ampiamente la propria partecipazione: cori spontanei come un altrettanto spontaneo battito di mani per tenere il ritmo. Questa calda partecipazione lo rende felice, e lui lo dimostra con sorrisi e ringraziando più volte il pubblico di Bruxelles, che rimane invece tristemente sorpreso dalla breve durata del concerto (un’ora e mezza circa).
Ma possiamo dire che sicuramente dal vivo questo album di debutto acquista ancora più punti.

On The Floor
Crossfire
Magdalena
Bette Davis Eyes
Jilted Lovers&Broken Hearts
Right Behind You
Was It Something I said?
Hard Enough
Losing Touch
Swallow It
Only The Young
Playing With Fire

When You Were Young

Scroll To Top