Home > Recensioni > Flight Of The Conchords: I Told You I Was Freaky

Qui va una citazione divertente

In famiglia è probabile che si riferiscano a loro come “quelli simpatici”, sta di fatto che i due neozelandesi Bret McKenzie e Jemaine Clement si sono costruiti attorno un vero e proprio marchio di fabbrica. Dal cabaret alle trasmissioni radio, ai dischi e una serie televisiva su HBO, per arrivare ai film e ai Grammy Awards, i Flight Of The Conchords sono quelli che si dicono “arrivati”: hanno fatto il salto, hanno fatto centro, hanno fatto il colpo grosso, hanno conquistato il mercato, sono diventati celebrità, sobillano le folle, provocano gli svenimenti, gettano le briciole ai plebei.

Questo, senza compromessi. McKenzie e Clement fanno quello che hanno sempre saputo fare bene: musica comica, non per questo parodistica, non per questo demenziale. Guai a dire demenziale: non si capisce bene il motivo per cui se una cosa fa ridere, presto o tardi debba essere ricondotta alla demenza. I Flight Of The Conchords L’AVEVANO CAPITO PRIMA DI TE, e probabilmente quando non guardi flirtano anche con la tua fidanzata.

“I Told You I Was Freaky” è, nelle loro parole, una raccolta di 13 suonerie di successo, e forse il suo unico limite è quello di uscire a così poca distanza dalla messa in onda della seconda stagione dello show, ma superata l’apparente inscindibilità di alcuni pezzi dalla loro forma-video, la formula (funzionante) è la solita: i Flight Of The Conchords si appropriano dei generi musicali e ne intercettano con facilità il nucleo più intimo, così da essere in grado di scrivere canzoni all’interno di un certo stile anziché su un certo stile, raggiungendo l’ironia senza bisogno di sfottò. Faranno anche ridere ma fanno sul serio. Si va dall’hip hop al glam rock al pop anni ’80 all’irrinunciabile soul alla disco al reggae al folk.
La sapienza e la misura, ma non c’è bisogno di dirlo, si estendono ai testi – botta e risposta brillanti e la rima di “asshole” con “casserole”. Si ride senza nasconderlo agli amici.

Quanto più indie di così si può essere? I FotC piacciono a Michel Gondry e a Taika Waititi. INDIE FOLK DEMENZIALE? Tempo di ripeterlo tre volte e fare una giravolta, i neozelandesi hanno svuotato un barattolo di colla nel tuo cappuccio della felpa.

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Contro

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