Home > Recensioni > Florence And The Machine: Lungs

Florence Welch non è una rossa naturale

Era castana e non così glam prima che la BBC Introducing decidesse di puntare su di lei nel 2007. Non a caso l’anno seguente già vinceva il premio Critic’s Choiceai Brit Awards con il suo primo album “Lungs”.

Alla ventitreenne londinese si accompagna The Machine, composta da Isabella Summers (tastiere), Robert Ackroyd (chitarra), Chris Hayden (batteria) e Tom Monger (arpa!).
“Lungs” è un disco pop caratterizzato da una sottesa ricerca formale che va dall’indie-rock al soul. È poi l’atmosfera eterea generale del disco a renderlo così facile all’ ascolto. Un esempio? “Rabbit Heart (Raise it up)”, uno dei brani in cui sembra quasi di percepire una referenza burtoniana, che poi si fa più splatter in “Girl with one eye”. Ma è “Kiss with a fist” a meritarsi una strizzata d’ occhio entusiastica per il perfetto equilibrio fra testo e musica.

Insomma, è pur vero che questa topona britannica ha un bel po’ di strada da fare, ma il tempo è decisamente dalla sua parte. Crescerà artisticamente e, forse, sperimenterà nuove tinte.
Un’ultima curiosità: Florence ha ammesso che qualche volta scrive i suoi brani sotto l’effetto dell’alcool. Subito dopo ha smentito, dicendo che probabilmente era ubriaca quando l’ha detto.

Pro

Contro

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