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Flying Lotus all’Alcatraz di Milano

Giovedì 29 maggio 2014 sbarca sull’Alcatraz di Milano il mitico Steven Ellison, in arte Flying Lotus. La serata è nel programma del festival internazionale Alfa Mito Club To Club, che continua a portare in Italia grandi nomi della musica, dell’arte e della cultura elettronica.

Sulla carta ci aspetta una serata incredibile: FlyLo ha organizzato uno show da paura, tra installazioni 3D e progetti paralleli. Uscire dall’ufficio in fretta, mettersi in coda sulla tangenziale est e lanciarsi in direzione Alcatraz. Mangiare un panino di fretta ed entrare finalmente nel locale. È ancora presto e le persone cominciano ad arrivare. Cerco di capire chi sia l’ascoltatore medio, ma è difficile: c’è il tizio con la canotta da basket, l’hipster modalità “Cappellino + Barba”, ma anche gente normale. L’unica certezza è che la barba dell’hipster milanese sta raggiungendo volumetrie mai immaginate.

Alle 21.00 Stephen Bruner, in arte “Thundercat” si presenta sul palco con il suo fidato basso elettrico, accompagnato da un batterista e da un tastierista. Luci viola producono un senso di intimità tra noi e i musicisti. Thundercat inizia a suonare ed è un viaggio vorticante: si passa dall’elettronica, a momenti R&B, per sconfinare nel jazz. Quando si lancia in virtuosismi con il suo basso, il batterista lo rincorre su scale impossibili da raggiungere. Una voce bellissima e calda. Ad un certo punto intona il brano “MmmHmm” di FlyLo ed è stranissimo sentire quella voce, senza il beat sotto.

Senza preavviso si abbassano le luci sul palco e sale sul palco Flying Lotus, con una risata demoniaca. Non ci siamo neanche resi conto e in un attimo e ha preso vita il progetto parallelo “Captain Murphy”. È un esperienza mistica tra rap, psichedelia ed immagini trash che prendono vita dietro al palco. Flying Lotus produce una scarica incredibile di energia, arringa il pubblico e comincia a reppare. Thundercat e gli altri musicisti suonano e si divertono come matti. Il carisma di FlyLo è pazzesco, sembra Re Mida: qualsisia cosa gli venga in mente di fare, gli riesce benissimo. Si agita sul palco, scuote le mani e non sono più sicuro di essere ancora a Milano. Siamo stati risucchiati nel subconscio di un maledetto genio. Vi consiglio di andare a sentirvi il mixtape “Duality” di Captain Murphy.

Siamo arrivati al momento più atteso della serata: Flying Lotus alla console presenta il suo nuovo show in 3D, “Layer 3”. In parole: un telo bianco davanti a lui, su cui vengono proiettate delle immagini ispirate a “2001: Odissea nello spazio”. In realtà: un viaggio psichedelico, che ha catturato tutti quanti. FlyLo alla console e intorno a lui compaiono forme e colori, come se fosse la musica stessa a prendere vita. Ogni singolo beat prende forma e viene scagliato verso di noi. Condotti dalle suggestioni del producer, visitiamo montagne incantate, ci schiantiamo sulla luna e attraversiamo città apocalittiche.

Una serata incredibile, in cui brilla tutto il genio di Flying Lotus: rapper, producer, visionario. Uno show che porta il semplice dj set ad un livello superiore, diventando un’esperienza sensoriale a 360°.

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