Home > Recensioni > F-Minus: Wake Up Screaming
  • F-Minus: Wake Up Screaming

    F-Minus

    Loudvision:
    Lettori:

AK-47

Nuovo capitolo della saga F-Minus, dopo “Suburban Blight” di due anni addietro, oggi se ne escono con questo “Wake up Screaming”, disco che presenta varie bombe. La prima è che ad occuparsi della registrazione è stato il guru del rock underground e monarca assoluto del rumore di Chicago: il signor Steve Albini in persona (Big Black, Rapeman, Shellac), il cui nome appare a caratteri cubitali nel fronte/retro copertina e visto che ci siamo perché non inserirlo pure all’interno del digipack? Fatto. Il lavoro svolto dall’Electrical Audio è molto percepibile nel suono sgraziato e pieno delle due chitarre e da un basso ben definito e dal carattere cupo e distorto (tra parentesi, la vecchia bassista Jen Johnson viene qui rimpiazzata da Joe Steinbrick).
Parlando del lavoro degli F-Minus, si può notare con piacere che il loro punk-core iconoclasta non ha perso proprio niente della cattiveria che li ha sempre caratterizzati: brani quali “Mother of Suffering” o “Here Lies Jessica” sono altamente tragici, colonne sonore perfette per un ipotetico post-nucleare (come lo erano stati i primi Unsane). Negli F-Minus non esiste quindi la parola melodia, anzi, le quindici tracce proposte sono un attacco continuo al narcisismo che riescono bene a descrivere il processo di decadenza dell’uomo, il loro è un vero e proprio olocausto sonoro. Difficile credere che questi quattro demonietti arrivino dalla California, l’unico pezzo che li potrebbero collegare a tale terra feconda di idee musicali è “Not This time”, rock malefico à la Black Flag, se poi a tutto ciò aggiungiamo le voci roche e cannibali (da torelli da competizione) di Brad Logan ed Erica Daking il loro sound diventa sempre più nero e sempre meno identificabile come punk: vedi la sgangherata “Never Live To See”, l’eccezionale “The Mind”, l’atroce tribalismo di “Paid To Listen”, le urla terrorizzanti della tesissima “Barking Dog” più parente di un pezzo crust. I pezzi che compongono questo “Wake Up Screaming” sono quindi diretti e spolpati da fronzoli e contorni inutili, rimane solo l’ossatura essenziale figlia delle notti più buie. Il risultato è che con questa efficace semplicità indisciplinata gli F-Minus hanno composto il loro migliore album.

Scroll To Top