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  • Folkstone: Oltre… L’Abisso

    FolkStone Production / audioglobe

    Data di uscita: 03-11-2014

    Loudvision:
    Lettori:

Quando un disco viene prodotto con un concetto di idee ben definite e soprattutto appassionate, e di conseguenza non dettate dal fine prettamente di vendita, il risultato non può essere che valido. Questo lo si riconosce nell’ultimo lavoro musicale dei Folkstone. L’album intitolato “Oltre.. L’Abisso” probabilmente contiene in se la voglia di raccontare una rabbia sociale che è stranamente sopita e dorme sotto un lenzuolo di passività, forse apparente. Lo specchio di una lotta tra cura e malattia, tra untori e medici costretti a prendere parte ad un gioco dettato dal caso. Una passività indotta da malattie come fobie, moralità e giudizi, ma di cui non si conosce la cura.

Ci si chiede se ci sarà mai un cambiamento di una situazione sociale e di ideali che sembrano ormai addormentati. I Folkstone vogliono, forse, spronare ad una reazione: “Dormi ma lascia i tuoi sensi desti” oppure “Divorare il vuoto con la fantasia”,(frasi del testo di “Le voci della sera”) . Lo stimolo dei sensi e la fantasia sicuramente sono due armi valide contro il cappio della passività. Concetti di forte attualità.

Musicalmente il “canone” del folk metal è piuttosto congelato in un sound ormai fisso e difficilmente variabile. I Folkstone attuano vari tentativi per rendere meno prevedibili alcune scelte musicali dettate dal genere: ricchezza strumentale, alternanza tra cattiveria e “morbidezza” sonora, stacchi con arpeggi, brevi riff dal colore più “swedish”, sovrapposizioni strumentali ed incastri ritmici. Resta però una costante che rischia di rendere il sound del disco molto “bidimensionale”: le linee melodiche dettate spesso dagli aerofoni sono d’impatto, ma andrebbero, a volte, utilizzate con più parsimonia.

L’intenzione e lo stile vocale comunicano bene le idee del disco, ma anche questo risulta poco variato. All’interno delle 14 tracce dell’album troviamo la cover del brano dei Litfiba “Tex”, esprime rabbia ed ha un suo perchè, comunque è una scelta che lascia l’ascoltatore con un punto interrogativo sopra la testa. I Cowboys e il senso western, anche se in chiave folk metal, poco sembrano a che vedere con l’ambiente creato dai brani precedenti. Scelta giustificata solo se intesa come una bonus track. Un disco di contenuti, sensibile e profondo. Musicalmente ben arrangiato, presenta qualche passo falso. Tuttavia i Folkstone rimangono degni rappresentanti e punti fermi del folk metal.

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Contro

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