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Folkstone: Un nuovo modo di fare discografia

Un genere sempre più diffuso, una grande esperienza in fatto di concerti e un nuovo modo di fare discografia… I Folkstone ci parlano di tutto e di più, augurandosi che si sviluppino sempre di più nuovi modi per proporre la propria musica.

La vostra musica appartiene a un genere molto particolare. Come è visto il genere folk in Italia e all’estero? E quali sono le difficoltà e i punti di forza di un
genere che mescola strumenti moderni a strumenti antichi, con inserti di musica celtica e latino?
A noi piace puntualizzare che non ci riteniamo un gruppo folk, ma rock. È vero, è una sottigliezza. Infatti i confini tra i generi musicali a volte sono talmente sottili che non hanno nemmeno poi tanta ragione d’esserci.
Tuttavia, per quel che ci riguarda, preferiamo definire la nostra musica “rock medievale”, semplicemente perché al rock uniamo strumenti antichi. Il punto forte di fare questa musica potrebbe essere che incuriosisce. Quindi anche chi non ci ha mai sentito, vede gli strumenti che usiamo e quindi è invogliato a sentire il mix che si crea. Le difficoltà invece possono essere che facciamo musica nostra, non cover. Questo a volte è uno scoglio, sia per locali o feste che non ti conoscono, sia per le persone che magari sono diffidenti a priori.
Per quanto riguarda l’andamento di questa musica, possiamo dire che in Italia ci sono tanti gruppi molto validi, che però trovano difficoltà ad emergere per la poca considerazione che in questo Paese diamo alla musica (che non sia commerciale). All’estero diciamo che la musica in generale forse è sempre stata più valutata in tutti i suoi generi, forse danno più spazio anche al rock, al metal, al punk… Si creano spazi più ampi di visibilità ed ascolto.

Avete avuto difficoltà nel trovare musicisti in grado di suonare l’arpa celtica e la cornamusa? Cosa donano questi strumenti una volta che il loro suono è unito a quello della chitarra elettrica e della batteria?
Per quanto riguarda la cornamusa no. Nel senso che Teo, Lore e subito dopo Roby e Andrea hanno iniziato a suonare la cornamusa quando sono nati i Folkstone! Da un anno a questa parte si è aggiunto poi Mauri, che suona qualunque cosa possa emettere un suono! Quindi non è stato difficile!
Per l’arpa nemmeno… Certo non è facile trovare un’arpista che suoni rock, non è come la chitarra elettrica, che la suonano in tanti! Siamo stati fortunati: all’inizio abbiamo conosciuto Becky. Poi Chiara ha preso in mano l’arpa quando Becky è uscita dal gruppo. Silvia è stata reclutata in quel di Torino grazie ad un passaparola.
Per quel che riguarda il suono di cornamuse ed arpa unito a chitarra e batteria, possiamo dire che a noi piace perché crea atmosfere davvero particolari e potenti allo stesso tempo.

Di recente avete cambiato formazione. Cosa hanno portato in più i nuovi membri? In generale, come è cambiato il vostro suono?
Nel corso degli anni abbiamo cambiato più volte formazione, ma ora crediamo di aver raggiunto una stabilità. I nuovi membri sono davvero degli ottimi musicisti, nonché ottime persone. Quindi hanno portato sicuramente miglioramenti ed un suono completo e maturo.

Fin dalla nascita della band vi siete impegnati in lunghi tour. Quanto è importante per voi suonare dal vivo?
È fondamentale. Facciamo album per poterli suonare dal vivo, perché ci dà energia e ci fa mantenere vivo l’importantissimo rapporto con il pubblico! Quindi cerchiamo di suonare il più possibile, in ogni luogo possibile! Arriviamo a fine tour, che inizia a marzo e finisce ad ottobre, un po’ a pezzi… ma ne vale decisamente la pena!

Le cose sono molto cambiate per voi, dall’uscita di “Folkstone” nel 2008 a “Il Confine” del 2012. Quali sono le cose che sono rimaste uguali nel tempo, se ci sono? E quelle che sono invece in continua evoluzione?
Ciò che è rimasta inalterata nel tempo è la voglia di fare musica e suonare con gente che condivida le stesse emozioni. Sul palco con i propri compagni di viaggio e sotto il palco con le persone che ci seguono. Sicuramente in continua evoluzione invece siamo noi e la musica che componiamo. Nel tempo si cresce e si evolve, perché non avrebbe senso, neanche a volerlo, rimanere statici sia nel modo di affrontare la realtà che ci circonda sia la musica che si ascolta e si crea.
[PAGEBREAK] Parlateci del nuovo album. Ha segnato un punto importante nella storia e nell’evoluzione della band?
Decisamente sì. Abbiamo infatti preso una decisione importante, ovvero di staccarci dalla nostra etichetta. Con questo album abbiamo scelto di auto-produrci, per poter fare tutto da soli. A questo proposito ringraziamo i circa 400 fan che ci hanno sostenuto nel progetto di pre-acquisto del cd, permettendoci di poter registrare l’album come volevamo noi. “Il Confine” è un lavoro diverso dai due precedenti. È più introspettivo e lascia più spazio al nostro vissuto quotidiano, piuttosto che a storie lontane. Tranne una canzone che racconta la storia di un personaggio davvero particolare vissuto nei primi del novecento, Simone Pianetti. Quindi con questo lavoro ci siamo esposti di più… sia come rischio dell’autoproduzione, sia come musica e testi che differiscono dai primi due lavori. Una scommessa, ecco cosa è per noi “Il Confine”.

Cosa dovremo aspettarci da parte vostra nel prossimo futuro, alla fine del tour? Avete già in mente altri progetti da realizzare?
Abbiamo in cantiere qualche idea..ma è troppo presto per dare anticipazioni, tra qualche mese potremo accennare qualcosa!

Avete un rapporto molto particolare con l’industria discografica, e vi siete resi promotori di interessanti iniziative, come quella di permettere ai fan di comprare l’album in anticipo. Pensate che iniziative del genere possano rappresentare il futuro dell’industria della musica?
Sinceramente non crediamo sia il futuro dell’industria della musica, ma certamente sarebbe positivo se nascessero altre iniziative di questo genere con altrettante risposte positive! Noi ce lo auguriamo e lo auguriamo a tutti i gruppi underground che vogliano proporre iniziative del genere. Questo perché non c’è miglior cosa che riuscire a produrre la propria musica senza bisogno di alcun tramite!

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