Home > Recensioni > Foobar: Your Friend, My Friend
  • Foobar: Your Friend, My Friend

    Foobar

    Data di uscita: 09-07-2009

    Loudvision:
    Lettori:

Correlati

Percentuali di plastica e di pelle

Stoner leggero e melodico. Il secondo album dei Foobar, band di Gothemburg, Svezia, ci sembra una versione degli Audioslave con una marcia in meno, forse dovuta alla voce monocorde, ad un songwriting tendenzialmente più ruffiano o ad un sound dall’impatto più soft.

C’è dell’alternative che si mischia alla old scool (ed è forse quest’ultima a scalare la marcia), ma su tutti trionfa la tendenza a scrivere ritornelli immediati e riff abbastanza convincenti.
La scuola svedese, peraltro, non ama troppo il ritorno al passato e, quindi, i Foobar giocano la carta dell’eccezione. La stessa “Queen Of Fools” sembra una cover strappata a chissacchì.

Ci riescono a convincere, dunque. Moderatamente.
Le riserve, anche se latenti, ci sono ed operano da freno.

Il giudizio, a volte, deriva dall’osservazione di un riflesso istintivo ed incondizionato. Come quello di ascoltare l’album lo stretto indispensabile per scrivere la recensione e poi dimenticarsene.
Il giudizio si forma così: da un processo che passa dall’irrazionale al razionale. E se il primo è corposo come una nuvola, alla fine risulta anche difficile spiegare bene le ragioni di una bocciatura… Ma di fatto, è così. L’album non si ascolta che lo stretto indispensabile.

Pro

Contro

Scroll To Top