Home > Recensioni > Forgotten Suns: Innergy

Un emulo illusionista e ben confezionato

Come ogni fenomeno di massa, anche il progressive sta diventando moda. E il denaro porta sempre l’annacquamento delle intenzioni, anche laddove le qualità sono evidenti.
Il caso dei portoghesi Forgotten Suns è paradigmatico. “Buona l’iniziativa” ripeteva un commentatore sportivo di tanti anni fa, quando cercava di edulcorare ai tifosi una maldestra esecuzione.
Così, se da un lato “Innergy” è una buona occasione per conoscere una band pressocché nuova, dall’altro lato evidenzia come il know-how del prog, un tempo ad appannaggio esclusivo di pochi eletti – che, in forza di ciò, si arrogavano anche il privilegio di conservare una certa puzza sotto il naso – oggi invece è in pasto alle masse.

Non per ciò si vuol criticare il tentativo dei Forgotten Suns, se non nei limiti in cui tale affermazione conferma la volgarizzazione di un genere musicale.
Perché, una volta resa pubblica la formula della Coca Cola, chiunque è riuscito a creare un campione di liquido scuro, asprognolo e con le bollicine; ma ben pochi gli hanno dato il sapore della vera bibita americana (tra le righe: gli americani, in questo caso sono, per ovvie evidenze sonore, i Dream Theater).

I Forgotten Suns sono dunque la Simil-Coke da 1,50 € al supermercato dei prodotti senza marca: surrogati da scaffale che possono anche riservare sorprese. Ma che non hanno saputo conquistare il pubblico mondiale.

Alcune squadre di calcio, per conservare il risultato utile, fanno melina con la palla. Anche i Forgotten Suns vogliono tagliare il traguardo di un’ora di musica, allungando il brodo con scale, improvvisazioni, arrangiamenti jazz, qualche riff sparato a raffica ed interrotto senza preavviso. Se anche questo serve a farci battere il piedino a ritmo, non possiamo propriamente definirlo progmetal. Abbiamo piuttosto l’impressione di un involucro senza forma, un contenitore vuoto; ne escono fuori al massimo cinque o sei minuti essenziali. Tutto il resto sono solo artifici scenici, con la loro innegabile presa ludica, ma che non possono ingannare un orecchio critico.

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Contro

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