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Forma definitiva?

Milano accoglie ancora una volta i finlandesi Amorphis, da anni ormai habitué stabilissimi dei palchi di gran parte d’Europa. Da tempo i dischi del sestetto sono di qualità elevata, senza le sterzate stilistiche dei loro primi anni. Ma sarà per questo o sarà per la crisi, l’Alcatraz in versione “mezza” non è comunque sold-out e anzi, per l’intera serata, movida o pressioni fisiche nel pubblico saranno pressoché inesistenti.

La strada degli headliner viene spianata in maniera più che dignitosa dal giovane gruppo norvegese dei Leprous, autore di un metal moderno dalle massicce inserzioni di elettronica, con una buona personalità messa in mostra soprattutto dal cantante e tastierista, Einar Solberg. L’album che promuovono in questo tour-spalla si intitola “Bilateral”.

Anche grazie a loro, l’atmosfera è calda a sufficienza per l’ingresso, poco dopo le 21, degli Amorphis, che in un’ora e mezza scarsa di concerto confermano pregi e limiti di una formazione mai del tutto bilanciata. Ampio spazio è dedicato all’ultimo nato “The Beginning Of Times”, rappresentato dall’apertura “My Enemy”, allacciata alla splendida “Mermaid” e seguita dalla meno intensa “Crack In The Stone”, con in mezzo la celebre “The Smoke” a far cantare il pubblico. Non manca “You I Need”, il singolo. La band gira bene come sempre: Esa Holopainen si carica di tutti gli assoli-tutti, splendido esecutore in grado di far “cantare” lo strumento, mentre il collega Tomi Koivusaari si agita con la chitarra ritmica come se questa non pesasse nulla. La sezione ritmica è precisa e neutrale, mentre la voce di Tomi Joutsen parte già che sembra bassa. Non c’è verso, e mai ci sarà, che sappia donare a brani come “Against Widows” o “Alone” quel tocco schizoide che solo la gola del suo predecessore sapeva infondere. I risultati sono migliori con la vecchia “Into Hiding”.

La serata finisce presto sulle note del successo “House Of Sleep”. Tutti a casa dopo una prestazione carina, discreta. Professionale insomma.

My Enemy
Mermaid
The Smoke
Crack In A Stone
Against Widows
Sampo
You I Need
(Karelia intro + accenno a “Pussy” dei Rammstein)
Vulgar Necrolatry
Into Hiding
Sky Is Mine
Alone
Magic And Mayhem
——————————-
(Skyforger intro)
Silver Bride
My Kantele
House Of Sleep

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