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Forse avevamo visto giusto!

Proprio in questa sede un paio di settimane fa sono stati sollevati alcuni dubbi sulle modalità di passaggio al Digitale Terrestre nel nostro Paese. Neanche il tempo di commentare il tutto, e il 15 giugno sull’edizione online di Repubblica viene pubblicato un articolo in cui è riportata la notizia che la Corte di Giustizia di Bruxelles ribadisce che il contributo statale per l’acquisto del decoder distorce la concorrenza a svantaggio delle emittenti satellitari. In altre parole, questo contributo è stato dichiarato illegittimo perché ha causato un vantaggio indiretto per tutte le emittenti televisive che trasmettono sul DTT.

Va ricordato che questo contributo è stato inserito per la prima volta nella legge finanziaria del 2004 per un valore di 150 euro. Nel 2005 è stato rifinanziato per un valore di 70 euro con un limite annuo da parte dello Stato di 110 milioni di euro. In seguito alle denunce di alcune emittenti satellitari tra cui Sky, l’Unione Europea aveva avviato un’indagine e conclude nel 2007 che questo contributo, che sulla carta avrebbe dovuto favorire il passaggio dall’analogico al digitale, si è rivelato un vero e proprio “aiuto di Stato” creando una situazione di concorrenza sleale. Alcuni attori (come Mediaset) ne hanno potuto beneficiare lanciando la loro offerta in pay per view mentre altri (come Sky) hanno sempre investito tutto di tasca loro. Se il contributo fosse stato previsto anche per l’acquisto di un decoder satellitare, allora non si sarebbe verificata alcuna distorsione della concorrenza.

In seguito a questa decisione, la stessa Unione Europea aveva imposto all’Italia di recuperare (con gli interessi) il contributo erogato negli anni precedenti e Mediaset, di conseguenza, ha presentato ricorso per chiedere l’annullamento di tale decisione. Richiesta che è stata respinta proprio in questi giorni dalla Corte di Giustizia di Bruxelles. Senza entrare nella polemica politica, sono proprio questi fatti che fanno sorgere qualche dubbio sul fatto che non sempre le decisioni in materia tecnologica sono prese realmente negli interessi dei consumatori.

E che dire di TivuSat? Ebbene, proprio mentre venivano sollevate le critiche sul decoder satellitare di TELESystem TS9000 TIVÙ perché sprovvisto di connessione HDMI e mancanza di supporto per i canali in alta definizione, la stessa casa produttrice annunciava l’uscita del modello TS4500HD che, invece, le supporta entrambe. E chi ha acquistato il TS9000? Avrebbe diritto o no a una specie di rimborso per aver acquistato qualcosa di tecnologicamente non così innovativo come “falsamente” pubblicizzato su organi di stampa e altri canali?

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