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Forti incazzamenti

Abbiamo appena finito di mangiare quando Caso, nome d’arte di Andrea Casali, si materializza sul palchetto acustico del Filagosto 2013 e si mette a suonare i suoi pezzi in solitaria con chitarra ed armonica. Ad applaudire, oltre al pubblico dei ‘comuni mortali’, ci sono pure i Fast Animals And Slow Kids, intenti a finire il proprio pasto per prepararsi psicologicamente al palcoscenico.

Terminata la mini-esibizione di Caso, il fuoco si concentra sulle transenne e la gente inizia a popolare lo spiazzo davanti al main stage.
A salirci per primi sono La Colpa, gruppo 100% italico che scatena una furia, un incazzamento generale allietato solamente dall’idea che il signor B., dopotutto, una pena sta per scontarla (e finalmente).

A seguire ecco i Criminal Jokers, sicuramente compositi rispetto a chi li ha preceduti, ma sul violento andante pure loro. Il cantante/batterista ad alcuni pare la copia spiaccicata di Brian Molko, sta di fatto che il mestiere lo sa fare a modo, così come i suoi compari di gruppo. Il fascino dei quieti passettini che di volta in volta il chitarrista coi baffetti accenna con espressione seria ed elegante, un po’ a ricordare gli anni Settanta, la convinzione con cui il violinista si cimenta nell’arte dell’archetto e la minimale espressività dell’altro chitarrista- che ha uno strumento che ricorda fortissimo il basso di Paul McCartney- convincono (di nuovo) a fare acquisti vinilici e a segnarsi un altro cimelio della musica indipendente italiana.

Tutti ora aspettano l’arrivo dei FASK, o meglio, i perugini Fast Animals And Slow Kids, che non si lasciano desiderare eccessivamente e si catapultano iniziando l’esibizione con “Un Pasto Al Giorno”, seguita da “Fammi Domande”. Aimone è brillante e non si lascia intimidire: parla col pubblico come fosse suo parente e quando dice che è forse il momento di una canzone lenta spara un “COL CAZZO” che preannuncia “Treno”.
Arriva “Maria Antonietta”, di cui ci spiega che il soggetto è questa povera sventurata finita a cena con il lui sbagliato, munito di un bicchiere che utilizza senza rimorsi per sfregiarle il viso e la schiena. Ripetutamente.

A un certo punto il frontman confessa che a breve la band dovrà affrontare un concerto in compagnia di Appino e per quel giorno ci sarà bisogno di saper suonare una cover, ovvero “Territorial Pissings” dei Nirvana. Per cui Aimone va al posto del batterista Alessio e parte la canzone, anzinota all’audience sfrenata.

C’è tempo anche per ricordare il passato, la prima esibizione a questo festival, in cui i FASK nessuno (o quasi) li conosceva: è bello che la gente adesso conosca i testi e li canti, questo ci tiene a sottolineare Aimone.
Quando giunge “Lei”, ovvero dopo l’uscita-rientrata classica che ormai praticamente tutti i gruppi fanno, vengono elencate le due regole per fare una tamarrata:
1) cassa dritta
2) i bassi
Il pubblico è tamarrissimo e sa il pezzo a memoria, tanto che Aimone passa il microfono e si getta sulle persone per diventare un tutt’uno con loro.

Ogni cosa ha un inizio e una fine, e qui siamo prossimi alla conclusione del concerto. Aimone ringrazia i suoi amici che stanno con lui sul palco, perché “di cazzate ne abbiamo dette un pentolone così, quindi ora proviamo a redimerci”. Continua il discorso, che va a convergere sull’importanza della musica e sul fatto che “è il 2013, porca puttana, il nostro disco potete scaricarlo gratuitamente com’è giusto che sia”. Con l’augurio che la gente usi tutta l’energia rimastale per sfogarsi, i FASK salutano con “A Cosa Ci Serve” e se ne vanno.

Fast Animals And Slow Kids

Un Pasto Al Giorno

Fammi Domande

Combattere Per L’Incertezza

Abete

Gusto

Treno

Maria Antonietta

Farse

Dove Sei

Calce

Cover di “Territorial Pissings” (Nirvana)

BIS (a.k.a. “tamarrata di uscire e rientrare” (cit.))

Troia

Lei

A Cosa Ci Serve?

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