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Continua il nostro viaggio all’ interno della sezione Generator + 18 di questa 44esima edizione del Giffoni Film Festival, che si rivela sempre più ricca di inaspettate perle.

Oggi siamo dalle parti del Sudafrica con “Four Corners”,  secondo lungometraggio di Ian Gabriel (musicista e regista di spot pubblicitari) che è stato proposto dal suo paese all’Oscar 2014 per la categoria del miglior film straniero.

Cape Flats, Sudafrica, a pochi chilometri da Città del Capo. In un agglomerato urbano dove la legge non esiste e le gang criminali la fanno da padrone, seguiamo le vicende di Ricardo, ragazzino tredicenne che si trova ad un bivio: è un vero e proprio prodigio nel mondo degli scacchi, potrebbe fare strada, ma subisce anche il fascino del male, e del potere che si può avere impugnando una pistola.

In mancanza di una guida paterna (il suo vero padre è in prigione) Ricardo guarda con rispetto Tito, poliziotto intento a trovare un serial killer di ragazzini. Nel frattempo Farakhan, il padre di Ricardo, viene scarcerato e cerca di mettersi in contatto col figlio, ma ha prima alcuni conti in sospeso da saldare. La dottoressa Leila torna a casa da Londra per il funerale di suo padre, ed incontra proprio Farakhan, suo amico d’infanzia.

“Four Corners”, quattro angoli, quattro storie, quattro punti di vista per raccontare un mondo devastato dalla violenza. Cape Flats è una vera giungla urbana, dove ogni convenzione sociale è saltata e a dominare è la legge del più forte. Le bande si esprimono in gergo militaresco, i torti si lavano nel sangue e pare non ci sia spazio per il riscatto in questo inferno. La violenza si tramanda di padre in figlio, e in questo mondo dove il male si annida in ogni dove, solo le proprie scelte possono portarci ad intraprendere il giusto cammino, proprio come negli scacchi.

Ian Gabriel ci porta dritti negli slums sudafricani, non lesinando in violenza e crudezza, alternando alle tonalità blu e verdi il rosso acceso del sangue e delle fiamme, e mettendo in contrasto la meravigliosa florida natura circostante con gli spazi angusti e luridi delle periferie, quasi a far intravedere un barlume di speranza in un mondo senza possibilità di redenzione.

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Contro

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