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Fra tragedia e poesia

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Film che vanta il nome di Guillermo Del Toro in qualità di produttore esecutivo,”La Madre” di Andrés Muschietti è sicuramente una pellicola che resta impressa, una volta arrivati alla conclusione.

Vero è che non mancano le pecche tipiche dei film di genere horror. Per dirne una, se si deve fare un sopralluogo in una baracca in mezzo al bosco col rischio che sia infestata, sarebbe meglio non andarci di notte. Tuttavia, i sentimenti che smuove questo film sono profondi. Va a toccare corde sensibili, come solo la maternità riesce a fare, e si finisce per empatizzare appieno con il personaggio di Annabel – una formidabile Jessica Chastain, già vista in “Zero Dark Thirty” di Kathryn Bigelow – musicista di una rock band che si ritrova improvvisata matrigna di due bambine vissute per cinque anni nei boschi. Già di per sé una situazione del genere sarebbe devastante da affrontare, se poi a complicare il tutto ci si mette una presenza soprannaturale gelosa al punto di uccidere, diventa chiaro come per Annabel le cose si complichino.

Nel ruolo di Lucas, lo zio delle bambine e compagno di Annabel, troviamo Nikolaj Coster–Waldau, che molti avranno riconosciuto come quel Jaime Lannister nella serie tv “Il Trono di Spade”.
L’atmosfera, durante il film, rimane sempre molto tesa. Scena dopo scena, seguiamo i movimenti di Annabel nella casa, che più di una volta “schiva” la presenza della Madre senza accorgersene. Mentre lei fa il bucato, le bambine giocano tranquillamente con l’inquietante presenza, che si arrampica su muri e soffitti, che usa come portali per muoversi da un luogo all’altro della casa, e anche fuori.

Alcune scene inchiodano alla poltrona, come quella della Madre sotto al letto. Buono anche il finale, fra tragedia e poesia, dove gli effetti speciali deflagrano in tutta la loro magnificenza.
Nel complesso, un buon horror, sopra la media, se non altro per l’interpretazione più che convincente della Chastain e l’estrema inquietudine che le due bambine riescono a trasmettere per tutta la durata del film.

Daniele Picciuti – Nero Cafè

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