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Francesco Costantini: Stand-by Session brano per brano

 

Francesco Costantini è un cantautore di cuore e di pelle, che non cerca l’estetica sfacciata ma sempre attento alle melodie e ad un suono che sia rock. Oggi lo stesso artista che vuole che il suo suono e le sue intenzioni si possano assorbire un po’ come fosse contorno, un po’ come fosse “superfluo” gran parte di questo dannato suono, un po’ come quando senti che puoi dire le stesse cose senza fare tutta quella scena. Capita questo quando c’è maturazione e dopo aver vissuto ogni canzone per lungo, lungo tempo. Francesco Costantini ne prende alcune delle sue più belle, canzoni tratte dai due dischi pubblicati in questi anni ovvero “Canzoni per disillusi” del 2012 e “Nel buio ad occhi aperti” del 2016 e le racchiude in un’intima esecuzione con un dialogo prettamente chitarristico assieme all’amico di sempre Ovelio Di Gregorio. Due musicisti, due artisti, due espressioni che collaborano assieme da lungo tempo…da queste alchimie che nasce “Stand-by Session” la maturazione per assecondare e celebrare la forma, la stessa forma che cambia. Decisamente un lavoro che sottolinea l’intima connessione che c’è tra l’uomo e l’artista. Su LoudVision come sempre lasciamo la parola ai protagonisti e vi invitiamo all’ascolto di questo Ep in streaming.

“Dopo un’anno di concerti dall’uscita dell’ultimo lavoro in studio – “Nel buio ad occhi aperti” – i brani che abbiamo portato in giro avevano cambiato veste, assorbendo le emozioni, gli incontri ed i chilometri percorsi. Riportando tutto a casa, abbiamo deciso di buttare tutto dentro ad un disco, ma nella maniera più semplice: una sala prove ed un multitraccia per la presa diretta. Senza tanti fronzoli e senza particolari ambizioni, ma solo la voglia di condividere quanto ci ha lasciato addosso la strada percorsa.” – Francesco Costantini

Francesco Costantini, “Stan-by Session” brano per brano

CopertinaPolvere e neve

Tratta dal disco “Nel buio ad occhi aperti”, descrive i sentimenti, le disillusioni, le speranze che si provano al pensiero del tempo che passa inesorabile, ed il nostro barcamenarsi nella ricerca infinita di risposte;

Il walzer di Alice

Tratta dal disco “Nel buio ad occhi aperti”, cambia veste ed addirittura titolo (l’originale è Fragile Alice), rendendo la storia triste della protagonista ancora più diretta e toccante;

Canzone piccola

Tratta dall’ep d’esordio “Canzoni per disillusi” viene “spogliata” da ogni arrangiamento, riportandola ad un folk primordiale dando maggiore risalto ed importanza al testo: storia delle infinite incomprensioni dell’amore;

Sulla strada

Tratta dal disco “Nel buio ad occhi aperti”, è un monologo di un padre che parla a suo figlio immaginando ciò che incontreranno lungo la strada da percorrere, con il pensiero rivolto a “On the road” di Kerouac;

Nel buio ad occhi aperti

Title track dell’omonimo disco, descrive la cecità con cui viviamo i nostri tempi (con riferimento al libro di Josè Saramago “Cecità”) e la difficoltà di accettarli;

Hey, hey, my, my

In un anno di concerti abbiamo avuto il privilegio di incrociare la nostra strada con quella di Neil Young nel concerto alle Terme di Caracalla. Un tributo dovuto e voluto.

 

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