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Francesco Garito: L’Attesa, il nuovo disco track by track

Eccoci di fronte un bel disco di nuova musica d’autore. Ottima anche la confezione che si presenta in questo digypack cartonato con una bellissima foto di una scultura immortalata in un cielo azzurro di Copenaghen. Stiamo parlando del nuovo disco di Francesco Garito, toscano di adozione, che presenta al suo pubblico “L’Attesa”, in cui l’istinto è l’unica vera chiave di lettura di tutto. Sono 8 canzoni registrate in analogico per restituire un mood live e sincero, reale e trasparente, senza sovraincisioni, senza stratagemmi digitali…senza la finzione industriale dei computer. Nel disco troviamo un omaggio a De Gregori con una versione personale de il “Panorama di Betlemme” e poi due brani in cui Garito ha musicato di suo pugno una poesia di Paolo Dattola e una di Rainer Maria Rilke. Un disco diretto, onesto, leale. Una bella canzone d’autore che lo stesso Garito ci presenta brano per brano.

Francesco Garito, L’Attesa, brano per brano

Arcadia

Introduzione al disco, l’incipit ha un sapore alla Blade Runner, si muove tra visioni mitologiche e fatti realmente accaduti. Chiude l’introduzione la visione della propria maturazione artistica.

L’attesa

E’ una riflessione, sulla bellezza della natura che rende sopportabile la quotidianità e sulla consapevolezza di impiegare il proprio tempo in attività che ci procurano benessere. Saremo così pronti ad attendere quello che il futuro ci riserva tenendo presente la concezione del tempo circolare.

Fahrenheit 451

Ispirata dal celebre romanzo di Ray Bradbury e dal successivo film di Francois Truffaut.

Uno sguardo su quello che ci circonda, gente che ormai può viaggiare senza muoversi mai di casa, il denaro per cui si è disposti a tutto, l’individualismo sempre più dilagante, viviamo più a lungo dei nostri antenati ma siamo molto più malati. In questo scenario, anche se ci rifugiamo nella cultura e nell’arte, siamo comunque complici del sistema. Nonostante tutto un pensiero utopico è ancora possibile ed auspicabile. Il video raccoglie frammenti di quotidianità, tra l’officina, la sala prove e gli spostamenti per recarsi a lavoro. La ragazza, alter-ego della voce narrante, si rifugia nei libri e nell’arte mentre il fuoco inizia a bruciare le memorie e la Conoscenza.

I giorni dell’abbandono

Ispirata dal omonimo libro della enigmatica Elena Ferrante.

Un invito a non lasciarsi andare dopo un dolore, a non seguire la corrente ma a ricercare un proprio posto nel mondo, a toccare il fondo per poi poter risalire, ad ascoltare ed essere pronti ai tanti “miracoli” che la vita può riservarci anche nei momenti più bui.

Evisioni

È una poesia di un caro amico, Paolo Dattola.

Il titolo è un incrocio tra le parole evasione e visione. Un impropero contro la pesantezza della società materialista, contro la pochezza di spirito di chi quotidianamente ci circonda e tutto questo spinge l’uomo ad evadere, a disertare da tutto ciò rendendolo visionario.

A’ Naca

Canzone in dialetto calabrese. Una ninna nanna in cui si chiede alla luna ed all’acqua dei fiumi di essere benevoli così che il bambino possa ridere guardando la confusione del mondo e possa dormire sognando un mondo nuovo.

Il panorama di Betlemme

In un momento molto difficile per mio padre, colpito da una brutta depressione, ho pensato a questo pezzo…

Giorno d’autunno

Il testo è una poesia di Rainer Maria Rilke.

Chiude il disco ed è una preghiera, che finisca l’estate torrida ed arrivi l’autunno con il fresco e la maturazione del vino…una speranza che porti ad una nuova primavera !!

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