Home > Recensioni > Francesco Guaiana Triptyque: The Spoiled Tree

Perdere le foglie, non perdere la speranza

Francesco Guaiana è un chitarrista palermitano di formazione jazzistica che, nei suoi 37 anni, ha vissuto qui e là.
Le composizioni di “The Spoiled Tree” hanno la sua firma, ma si avvalgono dell’affiatamento del trio: oltre a Guaiana alla chitarra, Luca Lo Bianco al contrabbasso e Ruggero Rotolo alla batteria.

Gli otto brani sono stati concepiti in chiave minimalistica, non per questo sono privi di contenuto: i fraseggi si moltiplicano, si respira soltanto in parte un’aria di improvvisazione, la chitarra, protagonista indiscussa, lascia spesso spazio ad assoli di contrabbasso e batteria, in una compenetrazione quasi totale.

L’albero del titolo, osservato arrendersi di fronte all’autunno parigino, è il filo conduttore dell’intero disco. Se fossimo un po’ più poetici, parleremmo di come ogni pezzo ne sia un ramo. Però no.

Ma in effetti, a pensarci bene, una delle peculiarità più sconcertanti di “The Spoiled Tree” è la capacità che ha ogni composizione di ricondurre a stati d’animo. Ascoltare “Gare De L’Est”, con rullante e piatti ad ottenere l’immagine della concitazione e del brulichio di persone; o, ancora, la traccia che dà titolo all’album e che dà forma concreta alle «riflessioni, i dubbi» di Guaiana.

In questo senso “The Spoiled Tree” è quasi anacronistico, se si considera che, di questi tempi, a prevalere è una scuola di minimalismo del tutto svuotato di significato. D’altra parte bisogna considerare che il disco è prodotto da un’etichetta che si chiama FitzcarraldoRecords. E Fitzcarraldo, si sa, i suoi sogni tendeva a realizzarli.

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Contro

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