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Francesco Motta, ‘La Fine Dei Vent’anni’: “Adesso scelgo di più e mi diverto di più” [INTERVISTA]

Il suo disco “La Fine Dei Vent’Anni” si è aggiudicato la Targa Tenco Opera Prima 2016, un riconoscimento del tutto meritato quello di Francesco Motta. L’artista toscano ha da poco compiuto trent’anni, e di strada sembra che ne abbia fatta. Un percorso iniziato tempo fa con i Criminal Jokers, e  proseguito con un primo disco da solista realizzato insieme alla produzione di Riccardo Sinigallia. Francesco partirà nuovamente in tour il prossimo 19 novembre da Arezzo.

Abbiamo scambiato due chiacchere con Francesco, ed ecco cosa ne viene fuori..

 

Ciao Francesco, come va? Il prossimo 19 novembre riparti per il tour invernale…Ti senti pronto?

Ciao, molto bene.. Stiamo facendo delle prove, il concerto sarà molto migliorato, ci sarà una postazione più grossa, e non vediamo l’ora.

La scaletta sarà la stessa o ci saranno delle novità?

Si, faremo delle modifiche anche su pezzi che già suonavamo.

Com’è andato quello estivo, ti è rimasta impressa qualche data in particolare?

La data di Roma è stata particolarmente emozionante.

Perché?
Beh, sto a Roma da cinque anni e ormai posso dire che mi hanno adottato.

Cito un tuo pezzo “La fine dei vent’anni/ è un po’ come essere in ritardo/ non devi sbagliare strada, non farti del male/ e trovare parcheggio”. A parte ciò, chi è Motta a trent’anni?

Sono lo stesso di anni fa, un po’ più cosciente di me stesso. Mi conosco meglio, scelgo di più, e mi diverto di più.

Quanto ti senti cambiato rispetto a quando suonavi con i Criminal Jokers?

In realtà non sono cambiato tantissimo. Ma le poche cose sulle quali sono cambiato per me sono molto molto importanti..

E’ cambiata anche la tua musica…

Si, non è proprio cambiata. Si è sviluppata in un modo più mio, personale.

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Se ti chiedessi di descriverla con un aggettivo..

Direi “mantrica”.

Tutte le canzoni dell’album “La Fine Dei Vent’anni” sono molto belle, ma una in particolare ha riscosso parecchio successo “Sei Bella Davvero”. Come nasce questa canzone, che parla tra l’altro di un transessuale..

Nasce dalla volontà mia e di Riccardo di poter dire normalmente “Sei bella davvero” a una donna transgender.

Ed è comunque una canzone estendibile a qualsiasi altra donna..

Certo, è proprio per sottolineare la normalità di una cosa che è ancora un argomento tabù nel 2016. Non bisogna stupirsi troppo di questa canzone, secondo me.

Nel video, si racconta l’incomunicabilità dei personaggi, e ci sei tu che suoni praticamente da solo in un club semivuoto. Ora, la mia domanda è: da cosa dipende più o meno l’attenzione dello spettatore, un artista deve possedere qualche dote specifica? Ovviamente, non è il tuo caso, dato che tu nella realtà i club, e non solo, li riempi.

Sembra una banalità, ma dire la verità alla lunga paga.. Non pensare a come attirare la gente è l’unico modo per attirarla.

Tra tutte le canzoni del tuo disco, qual è quella a cui tieni di più?

“Del Tempo Che Passa La Felicità” è stata quella a cui abbiamo dedicato più tempo, ed è una di quelle che mi piace più riascoltare e eseguire dal vivo.

Com’è nata la collaborazione con Sinigallia? Ti ritrovi molto con lui come artista?

Si, adesso siamo anche molto amici. Ci vediamo e ci sentiamo quasi tutti i giorni. Io volevo collaborare con lui. Era un periodo in cui facevo diversi provini.. lui ha capito che poteva essere bello investire su questo progetto. E’ nata così una sorta di magia che ha portato a questa collaborazione.

Con chi ti piacerebbe collaborare in futuro?
Con Salmo.

Un genere diverso dal tuo, come mai?

Mi piace tantissimo quello che fa, nonostante non sia un appassionato di quel genere. Il suo è il disco che ho ascoltato di più quest’anno.

E’ un disco importante, ti sei aggiudicato anche la Targa Tenco 2016 come “Miglior Album D’Esordio”. Come ti sei sentito quando sei salito sul palco dell’Ariston a ritirare il premio?

Beh, nonostante i tanti concerti che avevamo alle spalle, ovviamente c’è stata l’emozione di un’esperienza diversa. Abbiamo suonato e non ci siamo risparmiati, ed è stato bello suonare anche con Bombino, che mi ha ispirato molto nella scrittura del disco. Fare “Roma Stasera” con lui è stato un sogno che si è realizzato.

Il tuo pensiero sui Talent… secondo te un artista che strada dovrebbe intraprendere per crescere?

Ognuno fa quello che vuole. Io non ho preso quella strada, non mi interessa. Sono dieci anni che suono in giro. Per qualcuno magari è l’unica strada..
Non ci sono grandi verità. Ti posso dire solo la mia grande verità.

Come nasce una tua canzone?
Diciamo che nasce prima la parte musicale. Ma non è detto. Il più delle volte parte tutto da un’idea, da una voglia di mettersi al computer e iniziare a registrare qualcosa. A volte sono cose che riescono a risolversi in una settimana, altre dopo mesi di lavoro.

Stai già pensando al prossimo?
Guarda, mi hai anticipato. Stavo scrivendo un pezzo nuovo proprio adesso al computer. Quindi si, sto già lavorando! Ho proprio voglia di ricominciare..

 

Foto di Claudia Pajewski

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