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Francesco Renga: “Aspetto Che Torni è il mio cortocircuito emozionale” | INTERVISTA

Tra i big ormai di casa Sanremo c’è Francesco Renga. Lo abbiamo incontrato in conferenza stampa per farci raccontare “Aspetto che torni“. Questa duetterà con Bungaro più Eleonora Abbagnato.

Di cosa parla “Aspetto Che Torni”?

Fondamentalmente di seguire il tuo partner nella vita di tutti i giorni. Un sentimento che si delinea e prende vita, insomma. Fatto di presenze e assenze. Come per esempio la scomparsa di mia madre, una sorta di cortocircuito emozionale dentro di me che volevo uscisse fuori attraverso la mia canzone.

Quest’anno con Nek, tuo compagno di tour, condividete il palco dell’Ariston. Quali sono le tue impressioni?

Le canzoni sono tutte molto belle e lui è un grande artista.

Sei stato il primo artista ad esibirti nella prima serata, che effetto ti ha fatto?

L’ho saputo poco prima, avevo molta voglia di cantare quella canzone al Festival. La cosa divertente è stata guardare i miei colleghi esibirsi e sudate sul palco, mentre ero a cena al ristorante. (ride, ndr).

Cosa pensi delle reunion? Torneresti con il tuo gruppo?

Sono rock da sempre, quella è stata una parentesi importante della mia vita. Ma non amo molto le reunion.

C’è un personaggio della scena attuale che ti ispira particolarmente?

Ultimo, per esempio. E’ il beniamino di mia figlia. Dei giovani apprezzo la freschezza e il modo di essere diretti. Lo trovo molto stimolante.

Come nasce il tuo brano sanremese?

Sanremo non era in programma. Non pensavo di non avere un pezzo all’altezza. Due giorni prima che uscissero i nomi del cast, mi sono innamorato perdutamente della base scritta di Badalotti. Nel giro di una notte ho scritto il testo. Volevo tornare allo stile con cui ha avuto inizio la mia carriera.

Come riesci a conciliare il Renga papà con quello artista?

Non c’è una vera e propria distinzione, in realtà. Mi ritengo un papà semplice come tutti. Non ho un piano B nella vita. Ho sempre dato importanza alle cose vere, concrete, come l’educazione la scuola. Insomma quello che fa ogni genitore. I miei figli sono la cosa più bella della mia vita. Un traguardo importante, perché ho smesso di fare il figlio e di essere un genitore. Vedere il mondo con e insieme ai loro occhi.

Tra tutte le tue partecipazioni al Festival di Sanremo, quale ricordi con gioia?

L’anno di “Angelo”, sicuramente. Come dicevo prima. E’ stato un anno importante della mia vita, ero appena diventato papà e la vittoria ha coronato quel momento bellissimo.

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