Home > Recensioni > Francois Testory: Sarrazine
  • Francois Testory: Sarrazine

    Francois Testory

    Data di uscita: 17-05-2004

    Loudvision:
    Lettori:

Chi è Sarrazine?

“… E dalle tenebre sbucò fuori Sarrazine!” Eh sì ragazzi. Il mio nuovo supereroe. Francofono, egli segue linee vocali allucinanti su tappeti tastieristici ambient con rumoretti di acqua che scorre, gocce che dettano uno stillicidio di miriadi di ispirazioni che assalgono l’orecchio (grande… Il suo padiglione ha una forma ellittica di dimensioni abnormi, può entrare in competizione con Mortiis) sensibile del nostro François che non sapendo più quale ispirazione rincorrere, per non far torto a nessuno va per i cazzi suoi in delirio totale. Questo è il riassunto della opener “La Tristesse Du Roi Phil Von” (et du écouteur, aggiungo). Proseguendo troviamo ancora quella convinzione presunta che la lingua stessa dia l’autorità al performer di dettare l’intera melodia. Tutto ciò che sta sotto sono… Suoni, ritmi, in “Mirzo Luz” persino moderatamente tribali. Grazie anche ad una prestazione vocale nella norma, non interessante, ed indecisa nella tonalità (sarebbe la vaghezza la virtù di François? Un romantico perso nel romantico concetto dell’indefinito?) al puro scopo di far passare sfumature inutili ad un’identità artistica, il tutto suona deliberatamente strano e superfluo. Ma so che il mio Sarrazine verrà a sorprendermi proprio nel mio momento di massima delusione. “Blood River Mimetic”… elettronica! Cioè… Un incipit che dovrebbe sfociare in techno ma che invece mi rivela la vera natura di François: è un castrato! I vocalizzi altissimi fanno “accapponare la pelle”, mentre la trama techno si infittisce, per modo di dire, intorno a me. Ecco, lo sapevo, sono tutti così i francesi: sembra che ti stiano dando lo zuccherino e poi bam! ti portano dentro questo loro mondo che vive della pretesa che tutto ciò che fanno è gusto artistico.
Seriamente e senza fare stupide e banali generalizzazioni regionali (di artisti francesi eccellenti ci sono esempi anche nelle categorie dei più originali ed indefinibili, vedasi i Rosa Crux), non so davvero a che cosa possa fare appello questo disco se non al possibile sfizio che qualche ascoltatore voglia togliersi di unire rumori enigmatici ad una performance canora piuttosto eccentrica e incapace di suscitare qualche emozione al di fuori dell’ascolto inconsapevole, in sottofondo, mentre si è dediti a qualche attività che assorba solo parzialmente l’attenzione. Ah, prima che qualcuno pensi che il mio incipit sia un’inutile ironia nei confronti dell’artista malcapitato, vi copio la prima riga di presentazione sul retro del CD: “Out of the shadows at last come Sarrazine! Sarrazine… Who is Sarrazine?”. That is the question. A chi risponde in regalo il CD.

Scroll To Top