Home > Recensioni > Frankie Rose: Interstellar
  • Frankie Rose: Interstellar

    Frankie Rose

    Data di uscita: 21-02-2012

    Loudvision:
    Lettori:

Correlati

Piedi a terra, viaggio cosmico

Prendete una ragazzetta di Brooklyn, mettetela prima nelle Vivian Girls e poi nelle Dum Dum Girls e infine lasciatele intraprendere una carriera solista. Avete appena creato Frankie Rose, tutta contenta del suo nuovo lavoro interstellare.

Come di consueto, gli accenni a ciò che fu (leggasi: il passato) non possono mancare, specialmente se sono gli anni ’80 a pressare con insistenza – “Daylight Sky” è prepotente.

Sullo strato dream pop, fatto di chitarrine, effetti elettronici retrò e batteria ben ritmata, si muove sinuosa e timida la voce della musicista, sempre amplificata in modo da apparire lontana, quasi sperduta nel cosmo.

Ricordate quando vi parlammo dei Twin Sister e La Sera?
Bene, tenete a mente la tecnica vocale dei primi e mischiatela con la spossatezza dei secondi e avrete ottenuto la matrice di Frankie Rose, potenzialmente brava, concretamente da “mah”.
Se vi piace il dream pop, comunque, potreste essere ancora interessati.

Pro

Contro

Scroll To Top