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    Frankspara

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Paroxetina e proiettili

Frankspara è essenzialmente Francesco Viani, cantautore italiano che però non disdegna il mondo britannico; Bologna e Liverpool sono infatti le due città tra cui si divide per il lavoro, accompagnato dall’amico di sempre Pit D’Aleo.

Per nulla nuovo al mondo della musica indipendente e autoprodotta, l’artista pubblica dieci brani autoreferenziali che possono essere letti in chiave universale da qualsiasi individuo lo desideri.
Vicende che non sanno di zucchero filato e giochi per bambini, bensì di sassi duri e disillusione nei confronti della società.

“Esiste un tipo di solitudine, la solitudine del pensiero”: tale è l’incipit del trafiletto stampato sulla custodia dell’album. Non crediate che i testi siano da meno.

Il rock che subisce influssi – negativi o positivi che siano – dal pop cade nell’errore di uccidere del tutto la ricercatezza e l’interesse a uscire dal coro; di conseguenza, gli arrangiamenti non suonano affatto originali e, anzi, dopo un po’ finiscono per stufare.
Il potenziale c’è, ma bisogna sfruttarlo.

Pro

Contro

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