Home > Recensioni > Franz Ferdinand: Franz Ferdinand

Mi concede questo ballo?

Sono sfacciati e sottilmente sprezzanti, ma se lo possono permettere. I Franz Ferdinand entrano a buon diritto tra i portabandiera, se non direttamente in testa, della nu wave (o, se preferite, new new wave), il loro post-punk esce orgoglioso dal garage e si tinge di un dark romantico punzecchiato da un’ironia poco accomodante.

I quattro scozzesi si conciano come meglio la colonna sonora non potrebbe richiedere e sanno anche come mettere a frutto le loro doti artistiche via immagini e videoclip, rifacendosi continuamente all’estetica dell’avantgarde Russa, in voga nel periodo della rivoluzione tra le (prime?) due guerre mondiali.

Quindi non manca nulla perché la vena teatrale e ambiguamente sexy possa far colpo sul grande pubblico. Ci sono i grandi anthem da cantare, ogni pezzo è memorabile, senza esclusioni, ma soprattutto da ballare, con ritmi danzerecci e cambi di tempo decisamente affascinanti. Non si tratta solo di ficcanti chitarre post-post-punk, ma di un arguto fascino globale, in grado di trainare i Franz Ferdinand, e la scena indie tutta, verso un successo di massa forse impronosticabile. C’è tutto per acclamare la next big thing.

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