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  • Friz: Ballate Dasporto

    INRI / none

    Data di uscita: 17-04-2020

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“Ballate Dasporto” è il titolo del nuovo EP di Friz, pubblicato il 17 aprile per INRI. Dasporto e non D’Asporto, che è invece il titolo dell’ultimo brano che compone l’EP. L’ultimo di sei, tutti rigorosamente autobiografici, tutte fotografie di vita quotidiana.

Ma andiamo con ordine. Tutto ebbe inizio circa quattro anni fa, quando Friz lasciò la provincia per trasferirsi a Bologna. Da qui, il lavoro in una cucina di quattro mq, condivisi con cuochi e camerieri provenienti da ogni parte del mondo. Che non saranno colleghi, né amici. Saranno “bahi”, fratelli. Così il lavoro fino a tarda notte, le poche ore di sonno, il tragitto fino a casa alle 6 del mattino in cui anche camminare sembra un’impresa, i viali deserti, i portici che filtrano la luce di un cielo stanco, diventano i protagonisti assoluti di questo EP. Ogni episodio narrato, ogni aneddoto, ogni suggestione deriva proprio da queste immagini.

Partendo da “Ideaa”, una riflessione sui sentimenti e le relazioni: in un mondo globalizzato, in cui si dà molta importanza alle cose materiali, si dà ancora il giusto peso alle emozioni? Arrivando alla succitata “D’Asporto”, la traccia che chiude il lavoro, una ballad, la più intima delle sei: un parallelismo tra il cibo d’asporto e l’amore, guardato nel momento in cui qualcuno ti “asporta” i sentimenti. Passando per “Nonsoche”, che racconta giornate infinite, concluse spesso all’alba, in cui trovare le energie necessarie anche solo per tornare a casa diventa difficile… Ma non impossibile. E per “Babilonia” che riassume alla perfezione il concept dell’EP e che vede protagonista Bologna di notte.

C’è un altro minimo comune denominatore tra tutti i brani: il sound. Il suono analogico di Fed Nance sposa alla perfezione il background hip hop di Friz. E diventa il sottofondo perfetto per raccontare la vita bolognese dell’artista.

La cosa più sorprendente è che in ogni traccia le situazioni descritte sembrano quasi prendere forma davanti agli occhi dell’ascoltatore. Il racconto è talmente limpido da rendere facile immaginare persino i luoghi di cui si parla.

Se queste sono le premesse… Non ci resta che aspettare il suo primo LP.

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