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  • Frost: Out In The Cold

    Frost

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Per metallers old style

È una sera fredda e umida? Il vento soffia sempre dalla parte sbagliata e magari il vostro spirito è grigio e malconcio come l’asfalto rattoppato di una stradina dei sobborghi? Sicuramente avete nell’armadio un giubbotto di pelle e un paio di jeans consumati dal tempo, di quelli che vi hanno accompagnato in mille serate, che per molti sarebbero da buttare, eppure voi insistete a non separarvene. Be’, avete fatto bene a tenerli, perché è ora di uscire in strada. Jack Frost, chitarra giramondo passata fra gli altri in band come Metalium e Savatage, è venuto a riportarvi un po’ di sano appeal anni ’80. Cosa state facendo con quell’aria smorta, camminando con le mani in tasca? Montate in macchina, mettete l’autoradio al massimo e dimenticatevi per sempre la manopola del volume. E se con i finestrini abbassati si gela, che v’importa? Il giubbotto di pelle l’avete messo apposta. “Out In The Cold” è soprattutto questo. Un lavoro ruvido, sudato, sincero, arricchito sia nell’esecuzione che nel songwriting da moltissimi guest. Da Gonzo Sandoval (Armored Saint) a Mike LePond (Symphony X), da Joey Vera a Mike Duda (W.A.S.P.), non mancano i nomi che conferiscono all’opera il giusto rilievo. “Out In The Cold” è semplice e buono come una birra appena spillata, non una doppio malto da intenditori, ma una di quelle chiare anonime, magari con tre dita di schiuma, ma che vanno giù meglio di qualsiasi altra cosa. È ancora una sera fredda e umida, ma il vento ora vi gonfia i capelli e il vostro spirito brilla come le cromature della vostra Harley Davidson.

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