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Contro corrente

Tra un brit pop che annoia e una musica indie ormai troppo scolorita, il panorama musicale odierno ci offre un funk carico di energia e colore, e l’eccezione che conferma la regola ci piace e diverte molto.

Molto funky e anche molto anonimi questi quattro baldi giovani torinesi, che usano alla perfezione tutte le regole per una melodia che ricorda i primi Red Hot, con la voglia di saltare al ritmo schizofrenico della chitarra pulita alternata a momenti di rabbia distorta richiamando a tratti un bel ricordo chiamato Rage Against The Machine.

No, non scopiazzano, anonimi ma originali. Colpisce davvero questo EP, che come un salmone che risale la corrente saluta dall’alto tutte le altre pubblicazioni e si contraddistingue per capacità e musicalità.

Con i Funk Anonymous sono tornati anche gli assoli di chitarra, di quelli stampo rock anni ’80 che fanno crepare i vetri delle finestre e ballare i soprammobili sulle mensole.

Tutto questo è molto Loud, molto funk.

Pro

Contro

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