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    Furor Gallico

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Dalla Brianza con furore

I Furor Gallico ci riportano alle radici della musica e della storia, dato che s’ispirano ai primi Skyclad, ai Korpiklaani, ai primi Amorphis e che utilizzano antichi strumenti tradizionali, come bodhran, arpa celtica e, naturalmente, la cornamusa.

In questo interessante debutto autoprodotto, che alterna doppio growl (death e black style) a voce clean e che mescola pezzi in italiano e in inglese, meritano particolare attenzione “Miracolous Child”, dalle cupe atmosfere nordiche spruzzate di heavy metal classico, “La Caccia Morta”, dove l’intro presenta un interessante intreccio di flauto, violino e voce limpida, per poi aumentare il ritmo fino ad una danza indiavolata, la bellissima strumentale “Golden Spiral” e “Curmisagios”, cantata in dialetto.

Il notevole patrimonio folcloristico di folletti, dame bianche e streghe del nostro paese ben si prestava ad essere messo in musica: e così, dopo i Folkstone, ecco arrivare i Furor Gallico, che hanno attinto sia alle leggende locali (vedi “Medhelan”, sulla fondazione di Milano) e “Curmisagios” (cantata in dialetto brianzolo), sia internazionali, come la divinità gallese Cathudodva o la Banshee, riportando alla luce un passato che si confonde con il mito e che era stato ancora poco esplorato dai gruppi nostrani.
Il tutto in un cd (auto)prodotto alla perfezione e suonato da bravi musicisti. Complimenti!

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