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Furor Gallico: I guerrieri celti conquistano l’Europa

Subito dopo la lunghissima esibizione per la serata conclusiva di Moonasterock, manifestazione che si tiene ormai da 18 anni a Vaprio d’Adda (MI), ci incontriamo con i Furor Gallico che con il loro folk metal scatenato stanno infiammando i palchi di tutta Italia e non solo: a Marzo 2011 hanno firmato un contratto con la label tedesca Massacre Records (Skyclad, Crematory, …) che ristamperà il loro debut album, a breve parteciperanno a importanti festival in Austria e in Germania e tanto per non farsi mancare nulla a fine luglio parteciperanno alla finale del Maximum Rock Festival di Novara insieme a Folkstone e Finntroll.

Ciao ragazzi! Da qualche che avete firmato un contratto con la Massacre Records, presto suonerete su palchi di una certa importanza all’estero, insomma: il successo inizia a farsi sentire. Come vi sentite ora che state “diventando grandi”?
Ste: siamo gasatissimi! No beh, è una cosa strana, io sto ancora facendo fatica a realizzarlo. Il contratto è buono, l’etichetta è grossa, cerchiamo di prendere un po’ quello che viene: ce la godiamo senza farci troppe false illusioni. Fondamentalmente ci divertiamo un sacco!

Ognuno di voi proviene da influenze musicali molto diverse, in che modo siete arrivati a decidere di suonare folk, che di certo non è uno dei generi più gettonati?
Simo: eh io sono per il brutal death, capirai…
Pagan: mi chiamò la vecchia bassista dicendo “stiamo facendo un gruppo folk metal e cerchiamo un cantante, ne conosci uno?” Io le dissi “no però se vuoi vengo io” e… eccomi qui
Ste: in realtà il gruppo è nato da me, Becky e la nostra vecchia bassista, ci siamo trovati su un forum celtico e abbiamo messo su il nucleo del gruppo, poi col tempo siamo cresciuti, abbiamo fatto dei cambi nella line up e siamo arrivati a essere quello che siamo oggi. L’influenza dei generi diversi è interessante soprattutto nel momento in cui componiamo, dato che il folk si presta ad unire melodie tradizionali a qualsiasi altro genere, vogliamo evitare di scadere nella prevedibilità come capita a molti
Simo: si insomma cerchiamo di accontentare un po’ tutti, tenendo presente che siamo comunque otto persone con otto teste diverse.

Una curiosità: come vi è venuta l’idea di presentarvi sul palco con kilt e trucco in stile “guerriero gallico”?
Ste
: è successo tutto un po’ per caso, i primi concerti li facevamo un po’ alla “come viene viene”, poi abbiamo iniziato con la pittura blu e il kilt, ci è piaciuto ed è rimasto. È stata una cosa naturale.
Simo
: per me non è stata naturale perché quando sono entrato nei Furor Gallico non c’era il kilt della mia misura.

Nei testi delle vostre canzoni si fa spesso riferimento a tematiche legate agli antichi culti pagani, come vi ponete nei confronti della questione e quanto vi sentite legati ai movimenti neopagani sempre più popolari negli ultimi anni?
Oldhan: diciamo che non abbiamo tanto un legame con culti neopagani tipo la new age, nonostante le tematiche che affrontiamo. Ci sentiamo legati alle tradizioni dell’Europa antica per un certo tipo di spiritualità che sentiamo di condividere.
Ste: è una cosa in senso molto più “naturale”, non siamo di quelli fissati a tutti i costi, viviamo nel 2011 però ci piace ricordare il legame con la nostra Terra.
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Come – purtroppo – sappiamo tutti fin troppo bene, non è facile soprattutto in Italia per un gruppo emergente farsi conoscere. Nel vostro percorso finora qual è stato il problema più grosso in cui siete incappati in questo senso?
Simo: diciamo che il problema si pone per un gruppo emergente in un Paese in cui non c’è una cultura che favorisce questo genere di intrattenimento
Pagan: in realtà da questo punto di vista abbiamo avuto molta fortuna, fin dall’inizio pur non avendo un demo né un disco abbiamo sempre suonato in giro… Primo live 13 gennaio 2008! Tra l’altro io sto scrivendo una tesi proprio sul rilancio della musica underground; in Italia mediamente hai pubblico solo se sei un gruppo famoso, un ragazzo che al sabato sera non sa cosa fare non va ad ascoltare un gruppo emergente: questa cosa all’estero non succede, e nel mio piccolo voglio fare quello che posso per spingere quanti più giovani ad ascoltare musica e a dare ascolto anche alle band meno note.

Ultima domanda: avete in programma di girare un videoclip? E in quel caso, se poteste scegliere liberamente, dove lo ambientereste? E su quale canzone?
Simo: qua rispondo io! La risposta è sì, abbiamo in mente di girare un videoclip ma non dico su quale pezzo.
Fabio: molto probabilmente sarà su uno dei pezzi nuovi…
Simo: … e lo ambienteremo in una fabbrica…
Pagan: … con otto bottiglie d’acqua che lavorano

Ringraziamenti, saluti e la promessa di rivedersi presto. Ancora una volta i Furor Gallico dimostrano un forte legame con il pubblico che li segue assiduamente e con chiunque condivida con loro la passione per la musica, al di là di ogni etichetta: quando il successo è meritato…

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