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Future Film Festival 2010: Tavola rotonda sulla stop-motion

Giovedì 28 gennaio il Future Film Festival ha ospitato un incontro con la produttrice Allison Abbate, con il co-fondatore dello studio Aardman Animations David Sproxton e con l’artista Osbert Parker.
Si è variamente parlato della stop-motion, una tecnica antica ma anche uno strumento attuale, tanto è vero che sono due i film in concorso a utilizzarla.

Gli ospiti hanno cominciato presentandosi.
Abbate ha introdotto “Fantastic Mr Fox”, il film in stop-motion che sta producendo per la regia di Wes Anderson; Sproxton ha tracciato brevemente l’esperienza alla Aardman, concludendo con la considerazione che la parte più difficile nella realizzazione di un prodotto in stop-motion è sempre quella della stesura delle idee e del fare in modo che funzionino; Parker ha rivelato che dopo avere cominciato come grafico si è reso conto che quanto gli si adattava maggiormente era l’animazione, con suoni ecc., perché trasmette emozioni più vicine al suo modo di essere.

È stato chiesto come funzioni nei rispettivi campi di ciascuno il processo creativo; come si pianifichi e poi come si realizzi.
Sproxton ha proposto una introduzione per tutti e tre, dicendo che in linea generale l’approccio meccanico e tecnico non sono cambiati nel tempo per nessuno, anche se si sono modificati la tecnologia e il supporto. Ciò che può risultare distintivo è l’approccio creativo, la fase di design. La stop-motion, inoltre, rimane una tecnica molto amata per la spontaneità che offre nell’uso della macchina da presa: è come se fosse una live action molto dilatata ed estesa.
Abbate è stata d’accordo su questo ultimo punto: si vive il film come se fosse dal vivo, si possono assaporare gli avvenimenti. È apparsa entusiasta della stop-motion, considerandola la forma di animazione prediletta dai registi supercreativi e fantasiosi, che amano costruire con le proprie mani, come Tim Burton e Wes Anderson.
Parker ha due approcci al suo lavoro. Per la pubblicità è assolutamente rigoroso, segue un percorso prefissato, controlla che tutto segua quanto era previsto, perché ovviamente sta lavorando per un cliente. Ma quando lavora per se stesso, quando esperimenta per vedere in modi nuovi, è assolutamente libero, usa vari strumenti, opera collage: e tutto quello che arriva a piacergli, che identifica come particolare, lo utilizzerà poi nell’altro modo di lavorare.

Per quanto riguarda i budget? Ci sono difficoltà a trovarli? Qual è la loro consistenza? Che differenze ci sono con i live action?
Per Abbate non è una questione di differenze tra film di animazione e altri, essendo in ogni caso difficile trovare finanziamenti, convincere una casa di produzione a investire. Si tratta più che altro di avere idee e volontà.
Sproxton ha riportato che alla Aardman lavorano con le tariffe e i modelli finanziari di riferimento. Nonostante le differenze di prezzi tra lungometraggi, spot ed episodi di serie tv, quello che va sempre mantenuto elevato è il livello di qualità, anche se ovviamente più soldi equivalgono a più mezzi e a più possibilità.
Parker ha specificato che i suoi prezzi dipendono anche dal cliente, e che i grandi in genere investono anche sulla fiducia e concedono più libertà.[PAGEBREAK]

Qual è il migliore approccio da tenere con le case di produzione?
Per Sproxton occorre cercare la migliore produzione adeguata a ciò che si vuole realizzare e quindi lavorare in sinergia, dal momento che sarà poi quella a reperire i soldi per potere trasformare le idee in realtà. Il lavoro di squadra deve essere assolutamente perfetto e il regista deve portare assolute passione e convinzione.
Parker ha concordato. Personalmente, per gli spot lui fa tante prove per conto suo, prima.
Abbate ha riportato il punto di vista della produzione, per la quale sono necessari una buona storia e un buon modo per svilupparla, e risulta fondamentale una visione particolare, una idea, che faccia la differenza.
Sproxton ha aggiunto che bisogna poi ricordare che siccome è necessario arrivare al livello di qualità richiesto, occorre anche un lavoro di continui feedback, di raffinamento, di perfezionamento, che significa coinvolgere persone a collaborare, continuare a riscrivere sceneggiature, e così via. Il processo prevede sempre che le riprese avvengano alla fine di tutto, secondo tempistiche che possono farle durare diciotto mesi dopo anche cinque anni spesi per la progettazione.

Dal pubblico è stato chiesto che ruolo rivesta il suono, in una rappresentazione del mondo come quella della stop-motion.
Per Abbate il rumore e il suono sono una parte estremamente importante. Mentre il girato dal vivo prevede anche suoni naturali, nella stop-motion deve essere creato tutto, e bisogna stabilire cosa mettere e quali livelli perseguire, tenendo conto anche delle volontà del regista. Ugualmente importante è la musica, sulla quale anzi a volte il regista ha volontà precise, per cui l’animazione deve basare il proprio lavoro su questa.
Parker ha dichiarato che inizialmente visualizza l’idea come immagine, ma che la musica è essenziale, in quanto stabilisce il tono: coinvolge per il suo contenuto emotivo, appare in questo senso anche più importante dell’immagine, che diventa una interpretazione visuale della musica.

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