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  • Future Islands: Singles

    4AD / Self

    Data di uscita: 25-03-2014

    Loudvision:
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Oggi che ci sono più mezzi e che chiunque può fare qualsiasi cosa, specialmente in campo musicale, è come se ci fossimo chiusi in una bolla di noia che poche cose riescono a far scoppiare come un ago.
Il trio maschile di Baltimora Future Islands è abbastanza acuminato per tagliare la routine con la quale il nostro udito ha (purtroppo) preso confidenza negli anni.

A parte la voce corposa del frontman Herring- talmente peculiare da volerla salvaguardare come patrimonio dell’umanità intera-, i tre, giunti al quarto album, non cadono nella banalità e anzi, sfornano dieci brani di poesia pura, dove le atmosfere oniriche (ringraziamo anche il produttore dei Beach House, Coady) immergono l’ascoltatore in immagini di relazioni che iniziano o che finiscono amaramente.
“Back In The Tall Grass” commuoverà pure i più asettici.

Non si tratta di un lavoro nato per scopi commerciali: si percepisce che ogni nota (che sia di chitarra, basso o tastiera) e ogni parola emessa dalle corde vocali di Sam sono sentite, sono volute. Sono vissute.
L’esperienza, positiva o negativa che sia, specialmente in campo sentimentale, forgia dei brani dalla delicatezza impalpabile, quali “A Dream Of You And Me”, scelta per chiudere il decalogo, o “A Song For Our Grandfathers”.
Notevole pure il richiamo a un’elegante sensualità in “Like The Moon”.

Pro

Contro

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