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  • Gabriele Berardi: Stomaco Reni Anni E Polmoni

    Gabriele Berardi

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Soltanto indie-pop?

“Stomaco, Reni, Anni E Polmoni” è l’ultimo, sperimentale, lavoro del cantautore bresciano Gabriele Berardi, disco che suona “molto poco italiano” (per dirla alla Stanis di “Boris”).

Nell’apertura si sentono influenze electro-rock molto interessanti, per poi passare ad un filo conduttore new-wave tipico del Regno Unito. Ogni pezzo è pervaso da un certo filo di maliconia che ci riporta ai tempi del primo Moltheni. Si percepisce qui una ricerca sonora molto particolare, che varia molto in questi sette episodi.

Coraggiosa dunque la scelta di sperimentare, sperimentazione sonora che però risulta molto gradevole, offrendo all’ascoltatore una mezz’ora piuttosto godibile.

“Mio Padre”, traccia di apertura, è un electro-pop molto vicino ai Portishead. “Ninna Nanna (Alle Tue Mani)” è l’unica delle sette tracce ad avere attinenza più con la storia musicale italiana che con quella estera. Pop riflessivo e intimista che scorre liscio, concluso da un arpeggio delicato e leggero come tutta la struttura del brano. “La Cantilena Di Venere” suona molto Franz Ferdinand: ritmi veloci e trascinanti, pop danzereccio col cantato italiano che si incastra bene nel tutto. Grande minimalismo in “Lacrime Azzurre”, che ci rilassa prima della chiusura di “I Ricordi Del Nulla”, indie-pop alla Errors con suoni sintetici che fanno la loro sporca figura. Niente di eclatante ma comunque un lavoro gradevole.

Pro

Contro

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