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Gamma Ray: Nell’era mp3 con la nostalgia per la NWOBHM

In occasione della loro discesa in Italia per l’Evolution Festival 2008, Kay Hansen e i suoi Gamma Ray hanno concesso una breve conferenza stampa in cui abbiamo avuto modo di approfondire alcune tematiche, in particolare inerenti le loro esperienze live e la loro ultima fatica “The Land Of The Free Part II”.

Iniziamo chidendovi com’è andato il vostro recente tour insieme agli Helloween.
Dobbiamo dire che tutto è filato liscio. Quasi da non crederci. È stato tutto molto rilassante e naturale. Con gli Helloween non abbiamo avuoto nessun problema e credo che noi e loro abbiamo viaggiato sulla stessa lunghezza d’onda.

Anche voi siete entrati nella grande famiglia dei “Part II”. Come e perché è nato questo sequel?
Non siamo partiti a comporre il nuovo materiale con l’intenzione di fare “The Land Of Free Part II”. In fase creativa avevamo iniziato a pensare di poterlo mettere come sottotitolo. Alla fine però quando ci siamo messi insieme ad ascoltare il suond che stava venendo fuori richiamava molto il Part I, così come per le chitarre. Non avremmo alla fine optato per questo titolo se non avessimo ritenuto il nuovo materiale all’altezza del suo predecessore.

Del vostro ultimo tour conservate il ricordo di qualche esibizione particolarmente gradita?

Forse sembreremo banali nel dirlo, ma la data milanese è stata senza dubbio una delle più eccitanti. Il pubblico qui ci ha dato un sostegno straordinario. In realtà tutto il tour è stato fantastico, ognuno di noi magari ha più impressa nella mente una data piuttosto che un’altra, ma credo che su quella di Milano le nostre opinioni convergano all’unanimità

Avete già iniziato la stesura di nuovo materiale?

Per il momento siamo concentrati sul tour; l’abitudine poi è quella di prendere nota delle idee mentre siamo in giro, ma di dare uno sviluppo concreto solo quando ritorniamo a casa.

Che tipo di sound dobbiamo aspettarci per il futuro? Avete intenzione di mantenere l’accordatura standard o quella ribassata?

Difficile dirlo così su due piedi. Molto dipenderà dal materiale che ci troveremo a comporre e dalla scala in cui lo comporremo. Negli ultimi anni per le esibizioni dal vivo abbiamo optato per mantenerci un semitono sotto con le chitarre ed abbiamo acquisito confidenza con questo stato delle cose. Ci troviamo bene così, ma non abbiamo idee prefissate a priori sul tipo di accordatura.

L’accordatura un semitono più in basso è una delle ragioni che ha reso i vostri ultimi dischi più heavy?

Non saprei ben dire. È comunque una questione di cui abbiamo discusso anche fra noi, senza però riuscire a rispondere del tutto. C’è qualcosa di vero in quest’osservazione, ma l’associazione tra accourdatura ribassata e suono più heavy non è poi così ovvia.

Che cosa vi manca del metal degli anni ’80 e 90′?
Sicuramente vorremmo sentire ancora viva la New Wave Of British Heavy Metal. Quello è ciò che consideriamo l’heavy metal seminale. All’epoca, pur divergendo anche molto da band a band, il metal e lo spirito che c’era dietro accomunava tutti. Oggi si sente molto di più lo stacco tra i vari sottogeneri. Alcune produzioni oggi sono pulite e cristalline, roba che nel heavy del tempo era impensabile. Colpa di software con Pro Tools. Oggi anche chi non sa suonare riesce a tirare fuori un buon prodotto. Così finisce che certe band giovani ed inesperte che si presentano con un disco interessante dal vivo mettono in mostra tutti i loro limiti. Oggi non si suona più tanto tutti in sieme in studio e live prima di arrivare al primo disco, come invece era per le band come gli Iron Maiden. Un gruppo metal non deve suonare, a mio modo di vedere, in maniera troppo pulita a tutti i costi. Degli HammerFall ad esempio apprezzo molto il loro debut “Glory To The Brave”, perché era spontaneo e comunicativo, mentre gli ultimi lavori, pur apprezzadoli, mancano forse di comunicatività. Altro valido esempio di disco spontaneo può essere “Walls Of Jericho”, che tutt’ora apprezzo moltissimo.

Ci sono tanti affezionati del vinile ancora in giro, e molti lo stanno riscoprendo proprio negli ultimissimi anni, mentre invece è l’mp3 a spopolare. Credete che sarà proprio l’mp3 a soppiantare gli altri formati?
L’mp3 è un modo come un altro di ascoltare e di registrare la musica. Il livello qualitativo non è ancora pari rispetto a cd e vinili, ma siamo sicuri che con il tempo si ovvierà a ciò e l’mp3 vincerà la partita, per la sua praticità. Per quanto riguarda il cd, il suo successo crediamo sia dovuto quasi esclusivamente alla sua maggior contenitività temporale rispetto al vinile. Una volta su un vinile non potevi mettere più di quaranta o cinquanta minuti di musica, ed era più che sufficiente per fare un grande disco. Con l’avvento del cd invece le label hanno iniziato a chiedere più musica. Così si è arrivati alla situazione delle bonus track e dei dischi da settantacinque minuti e anche oltre a volte. Non ha poi molto senso fare dischi così prolissi se poi si è costretti a mettere venti o trenta minuti di filler. Di gran lunga meglio un disco contenuto nella sua durata ma senza pecche e pezzi scialbi. Il vinile poi, al di là del fascino intrinseco, ha dalla sua la copertina! Enorme. È una delle soddisfazioni di quelli come noi, nati e cresciuti con i vinili. Per evitare il dilagare del download della musica, le label stanno spingendo molto per le limited edition dei cd, piene di bonus track e ormai sempre più spesso farcite di strani gadjet. Finiranno per vendervi il cd insieme ad una macchina o qualcosa del genere!

Tempo scaduto. Ci congediamo e lasciamo i Gamma Ray ai loro preparativi.

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