Home > Recensioni > Gang & Daniele Biacchessi: Il Paese Della Vergogna

Cominciare dal futuro

Daniele Biacchessi è scrittore e giornalista, i fratelli Sandro e Marino Severini sono i Gang. “Il Paese Della Vergogna” è solo un accenno allo spettacolo che i tre stanno portando in tutta Italia.

Due dischi, il racconto di una serie di stragi rimosse, negate, sottratte alla Storia. Da Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto, a Piazza Fontana all’omicidio di Fausto e Iaio, alla strage di Capaci. Pochi i colpevoli restituiti alla giustizia (troppo tardi), numerosissimi quelli ancora a piede libero. Biacchessi recita i suoi racconti con una declamazione non togata, ironica, coinvolgente. I Gang accompagnano con voce, chitarre, e canzoni vere e proprie.

I racconti si insinuano tra il privato e il pubblico, tra le storie e la Storia; anche quando Biacchessi si addentra in ricordi del suo stesso passato, lo fa sempre con sguardo disincantato, sorprendente nel suo realismo, nella sua analiticità.

È semplice accennare alle stragi senza parlarne perché «tutti sanno cosa è accaduto a Peppino Impastato» o perché parlare delle mafie sponsorizza le mafie. “Il Paese Della Vergogna” è sostanzialmente un album storico, e proprio per questo è politico, al di là delle parti: nel far riaffiorare una memoria che ci sta venendo strappata via, nel consegnare una coscienza storica anche a chi, per impossibilità anagrafiche, ha vissuto quelle epoche solo per sentito dire.
Cominciamo con il non dimenticare, per evitare che «quelle epoche» continuino ad essere «adesso».

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