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Gardenya: Con un fiore sopra l’orecchio

I Gardenya rappresentano un ottimo risultato ottenuto da menti giovani, semplici e sognanti. L’aria speziata del sud completa la loro musica, il loro modo educato di fare e suonare. Discepoli e inventori del Melogrunge, danno il via al loro progetto di colmare ogni cuore con le loro canzoni cariche di emozioni e vita vissuta.

Sicuramente leggere le loro parole mettendo un fiore sopra il vostro orecchio sarà un aiuto per entrare sempre di più nel loro mondo edificato da soddisfazioni, fede, fiducia e speranza.

Ho seguito con interesse la pubblicazione su Youtube del video del vostro ultimo singolo, “Come Stai” per poi notare, in breve tempo, il numero incredibile di visualizzazioni. Che tipo di sentimenti segnano il cuore questi momenti, per un gruppo musicale?
Natale: Siamo un band che si autoproduce e l’unico mezzo attraverso il quale promuovere la nostra musica è il web. Sapere che il proprio videoclip è stato cliccato migliaia di volte in pochi giorni ci ripaga di tutti gli sforzi fatti per raggiungere il risultato finale. È una grande soddisfazione, non solo musicalmente.

Ultimamente si è tenuto a Cesena il concerto organizzato da Beppe Grillo. La musica a servizio della politica: è davvero così forte il potere del mondo musicale?
Antonio: Si, è così forte, anzi… Lo è molto di più. Non immagini quanto possa essere forte il potere della musica, basti pensare che, forse, né io che ti rispondo, né tu che m’intervisti e nemmeno tu che mi leggi saremmo qui adesso se durante la nostra adolescenza non avessimo ascoltato gli stessi dischi.
Ciò che fa Beppe Grillo è grandioso, al di là del pensiero politico: unisce gli stili, distrugge le barriere che s’interpongono tra musica e politica, e di conseguenza tra musica ed ogni altra cosa, è la visione della musica come mezzo sociale per trasmettere un messaggio davanti ad una platea di gente che vuole ascoltare. È il superamento di ogni concetto di fazione politica, non trovi?

La vostra città è Trani. Se, ad esempio, i Gardenya fossero cresciuti nella provincia bergamasca avrebbero suonato le stesse canzoni? Le persone, il paesaggio e un milione di altre cose intorno alla creatività incidono sempre sulla mente di un gruppo rock?
Nico: La nostra città offre scenari artistici che baciandosi con il mare, al chiaro di luna, sprigionano ottimi spunti per la poesia e la creazione. Se fossimo stati di Bergamo ci saremmo inoltrati nei boschi, come licantropi, a parlare delle nostre ossessioni e a scrivere. Viviamo in una Italia stupenda, divisa da inutili figure, e unita da stupende opere d’arte.

Volete spiegare (per l’ennisima volta, ne sono sicuro) il vostro Melogrunge?
Marco: Una ricetta italiana dal sapore internazionale. Si prepara con ingredienti americani e inglesi, con chitarre con accordature aperte, con Big Muff, stratocaster anni ’90, e spezie brit pop, ma si cucina all’italiana maniera… Spaghetto e lingua nostrana e chitarra mandolino sui valvolari. (ride)

Gli ultimi CD originali da voi acquistati?
Be’, da musicisti non possiamo che comprare spesso dischi originali, quindi:
M: Cathy Davey “The Nameless”. Dinosaur Jr “Where You Been”.
A: The Pavement “Quarantine The Past”. Uochi Toki “Cuore Amore Errore Disintegrazione”.
Na: Arcade Fire “The Suburbs”. Soundgarden “Telephantasm”.
Ni: Brunori SAS “Na Na”. Zen Circus “Andate Tutti A Fanculo”.

Al giorno d’oggi la musica si fa e si vende tutta tramite internet: avete una vostra singolare idea di come potrebbe essere il mondo musicale tra vent’anni?
Ni: Un tempo mi dicevano che il duemila sarebbe stato navicelle spaziali ed Ufo, vorrei stringere la mano ai nuovi abitanti del mondo per potergli fare ascoltare la mia musica, che sia mp3, vinile o CD non importa. Ad ogni concerto regaliamo un disco, perché ci teniamo alla divulgazione, ciò che ci preme di più non è vendere, ma entrare nelle case, nelle piazze e scambiare le nostre emozioni con le loro, divulgare le nostre canzoni e… Suonare ovunque… Tra vent’anni vorrei i Gardenya su Marte.

“Disegnando Pareti” il vostro album, riceve riscontri positivi ormai da mesi… Come avete passato questo periodo, state lavorando a altri progetti?
Na: Siamo ancora in fase promozionale del disco, alla fine è uscito solo da tre mesi, pur essendo già entrato nella testa e, speriamo, nel cuore di molti. In progetto c’è la realizzazione di un nuovo singolo con videoclip annesso e un po’ di concerti per promuovere live l’album. Nel frattempo siamo anche ritornati in studio per sviluppare molte delle idee avute in questi mesi. Insomma, parecchia carne al fuoco…

Le vostre canzoni hanno un potere da seduta psichiatrica, le note e parole entrano dentro per cercare di dare risposte a domande che sembrano enormi difficoltà. Lo spunto arriva dalla vostra realtà? E vi piace questa realtà attuale?
A: Le canzoni, spesso, nascono proprio da eventi di vita vissuta o da riflessioni e spunti che troviamo parlando tra di noi… e lo facciamo spesso, basti pensare a “Piena La Tv”: è un testo abbastanza esplicito che non può non prendere spunto dalla realtà che ci circonda, così come “Frankie Allucinato”, che è basato su una storia vera.
Poi questa domanda dovrebbe avere molteplici risposte, per ora ti accontento dicendoti che se la realtà che ci circonda non ci piace noi facciamo di tutto per cambiarla… In meglio, ci proviamo attraverso le nostre note, i nostri testi.

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