Home > Recensioni > Gareth Liddiard: Strange Tourist

Invasione acustica

Gareth Liddiard, ragazzaccio australiano, dovrebbe già ricevere in omaggio una statua in suo onore per far parte del gruppo The Drones dove esibisce la sua bravura nel suonare e cantare con uno stile che prende ispirazione da Neil Young e Velvet Underground.

In “Strange Tourist” abbandona la band e veste i panni del solista intraprendendo una strada a senso unico caratterizzata del suono acustico e dall’intimità che le dita sulle corde riescono a creare.

A tratti troppo lento, Gareth rimane inconfondibile nel suo timbro vocale caldo ma secco, che unito all’armonia della chitarra rende familiare anche uno sconosciuto.

Spesso, forse troppo ultimamente, essere parte di un gruppo musicale non è mai abbastanza. L’artista in sé ha bisogno di una vena creativa in cui tutto deve fluire direttamente dal cuore. Chiamatelo pure atteggiamento egoistico, ma è un dato di fatto, oltre ad essere già moda consumata che produce spesso lavori poco apprezzabili.

In questo caso, però, diciamo grazie a Gareth e lo aspettiamo per un ritorno con i The Drones.

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Contro

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