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Gaspar Noé a Cannes 2015 con il porno 3D di Love

Gaspar Noé (“Irréversible”, “Enter the Void”) presenta oggi, giovedì 21 maggio, fuori concorso al Festival di Cannes 2015 il suo nuovo film “Love” (che noi, nonostante ben tre tentativi, non siamo ancora riusciti a vedere: qui il diario del nostro inviato sulla Croisette).

“Love” è il primo film porno in 3D selezionato al Festival di Cannes: «”Love” è soprattutto un film sulla vita e sull’essere innamorati, che è una cosa fantastica — dice Noé — Solo, lo fa usando la pornografia. Il sesso è qualcosa che accumuna tutti gli essere umani, quindi perché non mostrarlo sullo schermo? Non credo che “Love” sia un film trasgressivo, non mostra niente che non abbiamo già visto altrove. Per quanto riguarda il 3D… Beh, il 3D esercita un fascino infantile, è come un gioco, un gioco che non avevo ancora sperimentato. Il 3D fa sembrare la realtà più vera del vero».

Noé ha parlato del film, in passato, come di un progetto molto personale e in parte autobiografico, e in conferenza stampa gli fanno notare come il protagonista sia un personaggio sgradevole, geloso, narcisista: «C’è in lui qualcosa di me, altri aspetti li ho presi in prestito dai miei amici, ma soprattutto lo vedo come un semplice essere umano. Non credo nelle distinzioni tra buoni e cattivi, dipende dalle situazioni e dagli stati d’animo: la persona all’apparenza più carina può trasformarsi in un mostro».

Agli attori: è stato imbarazzante girare le scene di sesso e di nudo?

Klara Kristin: «Quand’ero più giovane avevo molti complessi, mi spaventava mostrare il mio corpo. Ma poi mi sono detta: perché? Siamo tutti umani. Perché vergognarsi?».

Aomi Muyock: «Il primo giorno di riprese forse c’è stato un po’ di imbarazzo, ma poi tutto è diventato molto naturale».

Karl Glusman: «Appena arrivato, Gaspar ha voluto filmare un primo piano dei miei genitali e, sì, non mi sono sentito proprio a mio agio. Le riprese però sono state rapide, anche perché avevamo un budget ridotto: mi sono abituato in fretta alla normalità del lavoro sul set.

Su questo punto interviene anche Gaspar Noé: «È solo un film, e non si può girare un film se le persone coinvolte non si trovano bene sul set».

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