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  • Gazzelle: Punk

    Maciste Dischi / none

    Data di uscita: 30-11-2018

    Loudvision:
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Gazzelle è tornato, a distanza di più di un anno da“Superbattito”. È tornato con “Punk”. Un album che è tutto tranne che punk.

Perchè quindi questo titolo? Per la sua totale incapacità di seguire le regole e per la sua capacità di spaccare qualsiasi confine e schema. Del resto Gazzelle lo aveva già dimostrato con il precedente lavoro: sa e vuole seguire solo se stesso, le sue idee.

Lui che bisogno sempre di un fil rouge che colleghi tutte le canzoni che compongono ogni suo album, che in questo caso sono nove ed il filo conduttore lo trovano forse in piccolissima parte nella loro voglia di avvicinarsi al pop, ma soprattutto nella loro collocazione temporale. Sono state scritte tutte nello stesso periodo, nell’arco di un mese e mezzo. Il comune denominatore dunque è che sono state tutte scritte di getto, come se fossero un’esigenza, un’urgenza.

Lui che non ama particolarmente i titoli lunghi, tanto da chiamare “Stavi Male Pure Prima” “SMPP” (ricordate “Nmrpm” in “Superbattito”?).

Lui che negli anni ha iniziato a stare meglio, ma che senza caos non sa vivere. Ed è proprio da questo caos che riesce a dare vita alle sue canzoni. È il caso di “Sbatti”, tanto per citarne una. Se ci si soffermasse sul titolo, potrebbe sembrare un brano frivolo. Ed invece è una paranoica canzone sulla paura del futuro, e parla solo di cose che non sono mai successe e che (forse) mai succederanno. Del resto una della qualità migliori di Gazzelle è quella di riuscire a far sembrare leggero anche il testo più pesante.

“Punk” rispetto al precedente è un lavoro più maturo. È un album da ascoltare e riascoltare, da capire. Che può far riflettere, può far sorridere, ma una lacrimuccia a tratti la fa scendere. È emozionante, malinconico. Il percorso di Gazzelle si riconferma molto interessante. Staremo a vedere dove lo (e ci) porterà.

 

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